Ristoranti già pieni per le feste «C’è un boom di prenotazioni»

Esercenti soddisfatti, ci sarà il tutto esaurito nei locali per i cenoni e i pranzi di Natale e Capodanno «Nonostante la crisi e il caro bollette, la gente torna a spendere». Pochi invece i clienti negli alberghi
PESCARA. Nei ristoranti è boom di prenotazioni per Natale e soprattutto per il cenone di fine anno. Nonostante la crisi economica, il rincaro dei prezzi e le bollette salate, dopo due anni di restrizioni a causa del Covid, c'è voglia di normalità. «Le festività natalizie», dice Carlo Ferraioli, «stanno andando alla grande. Abbiamo tantissime richieste per il 24. Alla vigilia faremo anche l'asporto. Stiamo ricevendo da giorni molte telefonate pure per Natale, ma resteremo chiusi. Saremo al completo anche il 31. Fra la gente c'è grande voglia di svago. Tutto, insomma, sta andando per il meglio. Già prevediamo però che gennaio sarà un mese morto. Cerchiamo di non pensarci troppo e ci godiamo questi giorni di feste e lavoro».
Soddisfatto anche Massimiliano Pisani, presidente di Confartigianato Commercio Pescara. «Le prenotazioni rispetto allo scorso anno sono quintuplicate», sottolinea. «Stiamo andando bene. Speriamo però che non sia solo una fiammata. I fatturati in generale sono in calo. Dopo una estate positiva per il settore, adesso, fra inflazione, costi altissimi e guerra, ci troviamo alle prese con parecchi problemi. È un inverno tutt'altro che d'oro. Per le feste natalizie, come ho appena detto, le prenotazioni però ci sono. Molte le stiamo ricevendo per il cenone di fine anno. Meno per Natale. E questo perché le persone comunque non possono spendere. E quindi o vanno fuori il 25 o per l'ultimo dell'anno».
Per quanto riguarda il costo di pranzi e cenoni, Pisani fa presente che un aumento inevitabilmente c'è. «È comunque limitato, purtroppo c'è sempre qualcuno che tende a sparare i prezzi, ma in questo modo si allontanano solo i clienti. Questi locali, vista la situazione che c'è, sono destinati a rimanere vuoti. Io personalmente, per il 31, ho lasciato tutto come lo scorso anno e, quindi, con un menù a 50 euro».
Natale e Capodanno da tutto esaurito anche per Gabriele Armenti, presidente del settore ristorazione Banqueting di Confcommercio Pescara. «I locali sono pieni. C'è il desiderio di tornare a stare insieme e socializzare. Quello che ci preoccupa», dice Armenti, «è il dopo feste. I mesi di gennaio, febbraio e marzo, fra caro energia e guerra, ci fanno paura». Riguardo ai prezzi dei menù per Natale e Capodanno, anche il rappresentante della Confcommercio spiega che un leggero incremento in generale c'è. «Non più del 4-5%», sottolinea, «perché sappiamo bene che altrimenti non lavoriamo affatto. È un aumento assolutamente non proporzionale a quello che spendiamo per le materie prime, sempre più care, e per le bollette esorbitanti che arrivano. Ma in maniera diversa non possiamo fare». Se nei ristoranti e locali è previsto il pienone, non altrettanto può dirsi, almeno per il momento, per gli alberghi. «Le prenotazioni», dice Daniela Renisi presidente di Federalberghi, «sono ancora molto timide. Il Natale è una festa familiare e, quindi, si preferisce stare a casa e comunque Pescara non è una meta come possono essere Roma o Firenze. Il nostro è un turismo diverso. Per il Capodanno, stiamo ricevendo telefonate per sapere quali artisti e eventi ci saranno».

