Ristori, la precisazione della Asl di Pescara: «Verifiche avviate dal 2023»

La sede della Asl di Pescara

25 Settembre 2026

I 346mila euro contestati dalla Corte dei Conti. L’azienda sanitaria e la nota inviata alle Terme

PESCARA. La Asl di Pescara, con una nota relativa all’articolo pubblicato dal Centro sui ristori Covid, precisa che il recupero di quei 346mila euro erogati all’ex amministratore delle Terme di Popoli non nasce dall'attività della Corte dei Conti, ma da un’attività che la Asl aveva avviato già nel 2023.

«Il 28 settembre 2023, dopo essere venuta a conoscenza della sentenza del Tar Abruzzo (139/2023), resa all’esito di un contenzioso del quale la Asl di Pescara non era parte, l’Azienda scrive alle strutture interessate. Nella nota indirizzata alle Terme di Popoli richiama espressamente il ristoro di 346mila euro riconosciuto per l’anno 2020 ed evidenzia che, alla luce della pronuncia del Tar, per la struttura «non sarebbe ravvisabile il presupposto della sospensione per l’anno 2020». Contestualmente interessa della questione la Regione Abruzzo e l’Avvocatura regionale.

La Asl aggiunge che il procedimento non viene definito in quella fase perché la sentenza del Tar viene impugnata al Consiglio di Stato e quindi resta in attesa di quella decisione della quale viene a conoscenza «attraverso una ricerca sul sito della giustizia amministrativa». E quindi nel giugno scorso la Asl «arriva all’adozione del provvedimento di recupero». Ma il problema è che nell’invito a dedurre, che non è stato indicato certo come accertamento di responsabilità da parte dei sei soggetti citati dalla Corte dei Conti (Vero Michitelli, Vincenzo Ciamponi, Francesca Rancitelli, Antonio Caponetti, Graziano Di Marco e Franco Masci, amministratore delle Terme), la procura regionale afferma che quel contributo non era dovuto perché le Terme non avevano i requisiti necessari all’erogazione.

E nel capitolo sul danno erariale precisa che «ad oggi quel contributo non è stato restituito né richiesto al beneficiario dall’Azienda Asl di Pescara». E aggiunge che «la direzione generale della Asl di Pescara ha adottato la deliberazione n. 961 del 23 giugno 2026 con cui è stata disposta la “caducazione” di tutte le deliberazioni della Asl di Pescara che hanno previsto la liquidazione del contributo alle strutture accreditate che ne avevano fatto richiesta ed il recupero delle somme ex art. 2033 cc.. Va anche precisato, tuttavia, che nessuna diffida o azione di recupero era stata intrapresa alla data dell’accesso della guardia di finanza avvenuto l'11 agosto 2026».

E dunque, con l'invito a dedurre, la Asl avrà la possibilità di spiegare alla Corte dei Conti l’insussistenza del presunto danno erariale e consegnare tutta la documentazione che vorrà a supporto della sua tesi difensiva. Infine, la Asl tiene a precisare che la denuncia non è stata presentata da «un dirigente amministrativo della Asl di Pescara», in quanto «il dirigente in questione appartiene ad altra Azienda sanitaria».

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