Ristori per attività chiuse: sono in arrivo i contributi

Gli aiuti riguardano discoteche, sale da ballo, catering, palestre e piscine
In dirittura d’arrivo i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni bis. Il fondo è stato attivato per il sostegno delle attività economiche che hanno subìto la chiusura obbligata a causa della pandemia come discoteche e sale da ballo, catering, fiere e congressi, palestre e piscine, sale giochi, centri sportivi, cinema e musei.
Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto che stabilisce le modalità di erogazione dei ristori spettanti alle attività che hanno subito la chiusura obbligata. È stato ridotto da quattro mesi a 100 giorni complessivi, anche non continuativi, il periodo di chiusura minimo ai fini del riconoscimento del ristoro alle attività economiche costrette a chiudere tra il 1° gennaio 2021. Incrementata da 100 a 140 milioni di euro la dotazione del fondo, con le attività che riceveranno da un minimo di 3mila euro ad un massimo di 25mila euro.
A CHI SPETTA
Il contributo a fondo perduto, infatti, arriverà a 25mila euro per le attività particolarmente penalizzate dall’emergenza Covid: è il caso di discoteche e sale da ballo, che al 23 luglio 2021 risultano svolgere questa attività in modo prevalente e a cui è destinata una quota pari a 20 milioni di euro del fondo istituito dal ministero. Tutte le altre attività con i codici Ateco ammessi al contributo (palestre, impianti sportivi, parchi tematici, eventi teatrali e cinematografici, cultura e arte, fiere e cerimonie) potranno ottenere fino a 12mila euro con un contributo che varia in base ai ricavi e compensi certificati nell’anno di imposta 2019. Il contributo viene calcolato applicando le aliquote in base alle diverse fasce di ricavi, ma sarà erogato in funzione delle risorse disponibili e delle richieste che perverranno e saranno ritenute ammissibili. La soglia minima, assicura il Governo, non scenderà al di sotto dei 3mila euro. L’accreditamento è diretto, su conto bancario o postale, come i precedenti ristori.
IL CALCOLO
Il contributo massimo sarà così ripartito: 3mila euro per i soggetti con ricavi o compensi fino 400mila euro, 7.500 euro con ricavi o compensi tra 400mila euro a un milione di euro e 12mila euro oltre un milione di euro. Mentre chi non aveva redditi nel 2019, in quanto l'attività è stata avviata dopo quella data, riceverà un finanziamento minimo di 3mila euro.
I BENEFICIARI
Queste le categorie che hanno diritto ai ristori: commercio al dettaglio di oggetti d’arte, incluse le gallerie d’arte, gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano, catering per eventi, banqueting, attività di proiezione cinematografica, servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento, organizzazione di convegni e fiere, corsi sportivi e ricreativi, gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche, musei, gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili e di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, altre attività connesse con le lotterie e le scommesse, stadi, piscine, impianti sportivi polivalenti e altri impianti sportivi, palestre, parchi di divertimento e parchi tematici, discoteche, sale da ballo night-club e simili, sale giochi e biliardi, altre attività di intrattenimento e di divertimento, servizi dei centri per il benessere fisico e organizzazione di feste e cerimonie.
COME OTTENERLI
Per beneficiare degli aiuti, alla data di presentazione dell’istanza, i potenziali beneficiari devono essere titolari di partiva Iva, residenti o stabiliti in Italia e non risultare già in difficoltà al 31 dicembre 2019, secondo quanto prevedono le regole per la concessione degli degli aiuti di Stato. Per la domanda, si dovrà presentare richiesta in via telematica, con autocertificazione dei requisiti (attività, ricavi e periodo di chiusura), mentre per le modalità di inoltro della domanda e relativa scadenza saranno l’Agenzia delle Entrate fornirà specifiche istruzioni con un provvedimento che verrà emanato entro 60 giorni dal decreto.
PAGAMENTI DIRETTI
Intanto, sono già partiti il 22 giugno scorso i pagamenti dei contributi a fondo perduto riconosciuti in via automatica dal decreto Sostegni bis, in favore dei titolari di partita Iva già beneficiari della prima tranche di aiuti del decreto Sostegni. Il contributo a fondo perduto viene erogato dall’Agenzia delle Entrate con la stessa modalità che il beneficiario aveva scelto per il precedente: se per il contributo del primo decreto Sostegni si era optato per l’erogazione tramite bonifico postale o bancario, il contributo automatico del decreto Sostegni bis viene accreditato sullo stesso conto corrente bancario o postale. Se, invece, per il precedente contributo si era scelto l’utilizzo in compensazione, anche il nuovo contributo automatico viene riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, che sarà utilizzabile nel modello F24 con l’indicazione del codice tributo 6941 istituito con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo finanziamento automatico spetta esclusivamente ai soggetti con partita Iva attiva al 26 maggio 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis, purché il precedente contributo non sia stato indebitamente percepito né restituito.
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