«Ristori retroattivi alle imprese in affanno»

12 Marzo 2021

I dati pubblicati dal Centro sul record dei giorni di chiusura delle attività provoca la reazione della Cna

Effetto retroattivo per i ristori statali destinati alle “zone rosse” istituite autonomamente dalle Regioni. Sospensione sine die della cartelle esattoriali. Accelerazione decisa del pagamento dei ristori da parte della giunta, in una regione che vanta il poco invidiabile record assoluto di giorni di chiusura delle attività commerciali. Sono tre le misure urgenti invocate dalla Cna Abruzzo per dare sostegno e aiuto a un sistema imprenditoriale già duramente provato nel 2020, ma che oggi deve fare i conti con una terza ondata dell’epidemia che porta in dote con sé altre chiusure e restrizioni.
La decisione arriva a corredo dell’inchiesta pubblicata ieri dal Centro, secondo la quale «l’Abruzzo vanta, si fa per dire, il più alto numero assoluto di giorni di chiusura delle attività commerciali d’Italia», dicono alla Cna.
Il tutto mentre si tracciano i primi dolorosi bilanci sul calo di fatturato: un dato impressionante, stimato tra 2019 e 2020 in media del 10% dal Centro studi nazionale della confederazione artigiana in un sondaggio condotto su un campione di 20mila imprese associate; con punte che arrivano al 42,6% nel trasporto persone; del 28,6% nella ristorazione; del 70% per intrattenimento e sport; del 30% per la stampa; del 14% per la riparazione auto; del 20,4% per acconciatura ed estetica; del 28,9% per scuola e servizi sociali, solo per citare i settori più falcidiati.
Al primo punto dell’agenda delle priorità indicata dalla confederazione artigiana presieduta da Savino Saraceni, così, spunta la questione dei ristori per le imprese costrette a chiudere i battenti in base all’istituzione autonoma, da parte delle Regioni, della “zona rossa”: un provvedimento che nel nostro territorio interessa l’intera area urbana Chieti-Pescara, tre importanti centri costieri del Teramano quali Roseto, Pineto e Silvi, centri dell’Aquilano e della Val Pescara.
«L’attuale normativa», sostiene Saraceni, «non permette in queste situazioni l’automatica erogazione dei ristori statali: ne deriva, per le tante attività artigiane e commerciali che si sono trovate costrette alla chiusura o a subire rilevanti restrizioni, spesso dall’oggi al domani, che al danno si è aggiunta la beffa di non poter neppure contare su quei pur esigui benefìci». Secondo punto dell’agenda Cna, il problema delle cartelle esattoriali, a partire da quelle legate alla tassazione locale: «Assistiamo ad annunci di momentanea sospensione della loro riscossione da parte di singole amministrazioni comunali, che pure vanno apprezzati, ma il problema non può essere quello di continui rinvii. La riscossione va sospesa a tempo indeterminato, rimandandola alla ripresa dell’attività quando sarà senza limiti o restrizioni: le imprese non devono essere costrette a inseguire scadenze impossibili da rispettare».
Terzo capitolo del dossier, l’erogazione da parte della Regione Abruzzo dei ristori promessi: «All’8 marzo scorso», precisa il presidente Saraceni, «sulla base di dati diffusi dal consigliere regionale Silvio Paolucci, erano stati emessi mandati di pagamento per 11 milioni e 759mila euro, a fronte di istanze ammesse a contributo che ammontano a 23 milioni e 233mila euro, con 20.204 pratiche approvate: il tutto, per una massa di provvedimenti che, tra stanziamenti dell’estate e provvedimenti di fine anno, si attesta attorno ai 57 milioni di euro. Un bilancio largamente al di sotto delle esigenze e dei bisogni del sistema. «La Regione», conclude, «ha compiuto uno sforzo rilevante per quel che riguarda le somme impegnate, ma quel che non va, è la velocità di erogazione di queste somme, che è troppo lenta».