Rivelazione del The Guardian: terroristi dell'Isis curati a Pescara

Secondo il quotidiano inglese alcuni jihadisti si sarebbero spacciati per combattenti libici e, approfittato dei corridoi umanitari, si sarebbero operati anche in Abruzzo
PESCARA. Miliziani jihadisti e dell'Isis curati come combattenti libici anti-Isis a Pescara? Lo dice un articolo del The Guardian, ripreso dal quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro, che spiega come grazie a un corridoio umanitario attivato tra l'Italia e la Libia, alcuni jihadisti sarebbero stati curati a Pescara spacciandosi per soldati regolari del governo libico e utilizzando documenti falsi.
Grazie al "Comitato assistenza feriti libici", sempre secondo il quotidiano inglese, i terroristi riuscivano ad infiltrarsi con falsi documenti fra i combattenti che venivano trasportati in varie località europee per ricevere assistenza sanitaria specializzata. Ma appare ovvio che, una volta curati, con i documenti falsi potevano girare liberamente per l'Europa. Come accaduto nel 2015 quando Qais Bin Hamid sarebbe stato avvistato anche a Pescara. L'uomo, assieme al fratello, era la mente dell'organizzazione per lo spostamento e l'assistenza in Italia ai falsi feriti libici. Ma ancora più inquietante la rivelazione su Arkam Bin Hamid, segnalato dall'intelligence come un combattente di spicco dell'Isis, che sarebbe stato operato alla gamba in una struttura sanitaria di Pescara e rimasto in città per qualche giorno.
Altri particolari sulla presenza dei jihadisti a Pescara sul centro in edicola lunedì 1 maggio 2017.

