Riviera sud: il cantiere del ripascimento blocca i bagnanti

Le ruspe sulla battigia degli stabilimenti di Portanuova L’ira del consigliere D’Incecco e la «pazienza» dei turisti
PESCARA. Sulla riviera sud balneazione bloccata fino alla metà di giugno, a partire ufficialmente da ieri, a causa del ripascimento notturno delle spiagge.
Sono sette gli stabilimenti interessati all'operazione di riaccumulazione di complessivi 6600 metri cubi di sabbia sugli arenili per contrastare l'erosione marina: Nuovo tramonto, Il Pirata, Coralba, Circolo della Vela, Rivadoro, Il Corallo e Ombretta.
Le rive del Nuovo Tramonto e Coralba sono già state transennate dal Comune, poi toccherà agli altri lidi, un giorno dopo l'altro. Un lungo cordone di plastica rossa separa i bagnanti che prendono il sole sotto gli ombrelloni, dalle ruspe che di giorno rimangono ferme per non recare ulteriore disturbo all'utenza degli stabilimenti. Sulle transenne spicca l'ordinanza sindacale che vieta «la balneazione a partire dal 30 maggio».
Una situazione che ha scatenato le proteste del consigliere comunale Vincenzo D’Incecco, il quale ha postato foto e indignazione sui social:«A Pescara inizia la stagione estiva e giustamente l'amministrazione parte con il ripascimento che compromette i primi weekend di giugno.Queste immagini sono l'emblema di quanto siamo messi male. Prendi la palma, vai al mare e ti ritrovi la rete di cantiere che ti impedisce di entrare in acqua. Assurdo!».
I titolari dei lidi, Marco Schiavone del Nuovo Tramonto, Giuseppe Di Giacomo di Coralba, Angelo Sissa del Pirata, rivelano che i lavori di ripascimento verranno «effettuati di notte», con partenza ufficiale da ieri sera, salvo nuovi imprevisti. L'operazione, rimandata più volte, arriva fuori tempo massimo, a stagione balneare avviata. Doveva «avvenire mesi fa» hanno sempre protestato gli imprenditori ,che comunque oggi accolgono con favore l'intervento atteso da otto anni.
Unanimi, dicono "grazie" all'assessore al Demanio Gianni Teodoro e all'ex assessore Donato Di Matteo, gli «unici amministratori che hanno capito l'esigenza dei balneatori».
Più comprensivi del consigliere D’Incecco sembrano essere proprio i bagnanti, a detta dei balneatori:«Certo, i nostri clienti fanno le battutine: potevano ricordarselo prima, ma comprendono la situazione di emergenza e noi li ringraziamo per la pazienza. Non è facile venire al mare e sapere che non puoi fare il bagno, col caldo che fa». Puntano l’indice contro l’Arta, gli operatori del mare. La partenza dei lavori era stata annunciata per domenica scorsa. «I ritardi», spiegano,«si sono accumulati perché l’Arta non ha fornito nei tempi i risultati delle analisi della sabbia che deve risultare non inquinata da colibatteri per poterla rimuovere e reimmettere sulle spiagge”. Costo dei lavori: 95mila euro.

