Roghi nel Parco, arriva il prefetto Il sindaco: fermiamo i piromani

Lettomanoppello. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza si riunisce alle 18 con gli amministratori Il primo cittadino Simone D’Alfonso: «È necessario intervenire subito con telecamere e controlli»
LETTOMANOPPELLO . Telecamere a raggi infrarossi posizionate in punti strategici, controlli incrociati, potenziamento della vigilanza sul territorio. Sono queste le potenziali armi per combattere i roghi, che nell’ultima settimana hanno mandato in fumo 100 ettari in diversi comuni del parco della Maiella, domati da tonnellate di acqua sganciati da due Canadair e un elicottero Ericson, coadiuvati da unità a terra di squadre di vigili del fuoco, dai carabinieri forestali del parco Maiella, dalla Protezione civile, dai reparti specialisti dell’Esercito.
Sono queste, ed altre, le richieste che il sindaco di Lettomanoppello, Simone D’Alfonso, avanzerà con la sua giunta, nel corso della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo. L’incontro è previsto per oggi alle 18 nella sala consiliare del Comune di Letto. Parteciperanno i vertici delle forze dell’ordine e i sindaci dei Comuni del comprensorio, da Caramanico a Cepagatti.
Il sindaco D’Alfonso ha annunciato l’avvio della conta dei danni, ma intanto si interroga sulle ipotesi alla base degli incendi che hanno devastato un ampio territorio di conifere e faggete, ma che fortunatamente «non hanno toccato appezzamenti coltivati». Ipotizza «l’azione dei piromani», di folli «che vogliono distruggere il nostro bellissimo comprensorio». Per questa ragione «è necessario intervenire subito e con ogni mezzo possibile», sostiene il primo cittadino di Lettomanoppello «preoccupato per i danni all’economia dei territori e al turismo. Per ragioni di sicurezza è ancora chiusa la Statale 614 che congiunge Letto a Passolanciano, ma lungo la strada ci sono attività, bar, alberghi, ristoranti e artigiani penalizzate da questa chiusura». Gli incendi fanno male all’ambiente naturalistico, ma «sono anche un costo per i Comuni» costretti ad anticipare spese (rimborsate in seguito dalla Protezione civile) per l’utilizzo di uomini e mezzi del volontariato. «Fondi che potremmo investire sui territori, invece siamo costretti a rincorrere le emergenze» si rammarica D’Alfonso.

