Rogo nel palazzo, vertice in Prefettura. Il sindaco: «Andremo fino in fondo»

Masci: «Via gli abusivi, lavoreremo come abbiamo fatto al Ferro di cavallo» E nella riunione del Comitato per la sicurezza, il prefetto chiede più controlli
PESCARA. Possono rientrare a casa. I trenta inquilini che vivono al civico 49 di via Caduti per servizio, a Fontanelle, e che sono stati costretti a passare due notti da parenti e amici dopo l’incendio di mercoledì mattina sul pianerottolo del secondo piano, possono stare tranquilli perché la struttura dell’edificio non è stata compromessa dalle fiamme. Intanto le indagini sul rogo proseguono, da parte dei carabinieri, e durante la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di mercoledì il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha chiesto di aumentare i controlli in quella zona, dove si sono susseguiti diversi incendi.
MASCI: «LO STATO c’è» Il Comune, dice il sindaco Carlo Masci, «si è messo a disposizione di prefettura e questura, oltre ad aver messo a disposizione la sistemazione in hotel agli inquilini del civico 49, per queste notti. Arriveremo fino in fondo, lavoreremo tutti insieme all’obiettivo, coinvolgendo tutte le istituzioni, le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria, nella massima concordia e con unità di intenti», prosegue il sindaco. «Raggiungeremo l’obiettivo, come abbiamo fatto per il Ferro di cavallo, non stiamo con le mani in mano. Puntiamo ad eliminare gli abusivi e lo faremo, dimostrando così che lo Stato c’è, mentre proseguono i controlli delle forze dell’ordine e anche le indagini. Le verifiche sugli immobili ci sono già state e sono state avviate le procedure per la decadenza, che stiamo eseguendo: il segnale è chiaro», aggiunge Masci. «Gridare “al lupo al lupo” non porta a nulla, anche da parte della politica», conclude. E proprio dalla politica arriva un nuovo appello. «Si devono fare gli sfratti nei confronti di chi non ha titolo, senza indugiare», dice Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale. «Non vorrei che questi incendi, se dolosi, fossero un segnale alle istituzioni da parte di chi pensa di controllare il territorio».
NESSUN DANNO Il via libera a rientrare già nella giornata di oggi nel palazzo dichiarato temporaneamente inagibile scaturisce dalle indagini strutturali che l’Ater, presieduta da Mario Lattanzio, ha fatto eseguire ieri. E sempre l’Ater (direttore Gianni D’Addazio) ha già fatto ripulire tutte le zone annerite dal fumo che l’altro giorno ha raggiunto anche i piani più alti dell’edificio, facendo staccare dei pezzi di solaio e danneggiando l’impianto elettrico (i lavori dovrebbero concludersi in giornata).
LE INDAGINI Resta il mistero su quelle fiamme, divampate attorno alle 6. Sul pianerottolo dove si è sviluppato il rogo erano accatastati mobili, materiale tirato fuori per il cambio di stagione e anche un tapis roulant. Le fiamme hanno distrutto tutto e compromesso l’ascensore e il fumo si è propagato rapidamente anche ai piani superiori, mentre il calore danneggiava il solaio. Tanta la paura, nel palazzo e negli edifici vicini, perché alla lista degli incendi se n’è aggiunto un altro e se fino ad ora era accaduto tutto in strada stavolta le fiamme hanno colpito un interno e avrebbero potuto raggiungere gli appartamenti: se non fossero intervenuti subito i vigili del fuoco spegnendo tutto, il bilancio sarebbe stato più grave. Il sospetto del dolo è forte, tra i residenti, mentre i carabinieri continuano il loro lavoro, ascoltando anche gli inquilini, non tutti in posizione regolare, come emerso da un controllo eseguito nei mesi scorsi proprio dall’Ater.

