«Rottura gasdotto? Suolo poco stabile»

7 Marzo 2015

Enel esclude la carambola con la condotta Snam. Ma è polemica

TERAMO. Non è stata una carambola del traliccio Enel sul gasdotto della Snam ad aver provocato l’incendio dell’impianto a Mutignano, frazione di Pineto.

Enel ha subito smentito la dinamica (suggestiva in un territorio che ha molti fronti aperti in tema di energia) e Snam ha poi legato l’incidente alla «scarsa stabilità del suolo» (anche se la Forestale ieri ha frenato su questa ipotesi), unita alla presenza di abitazioni civili («antropizzazione») «tipici delle aree in prossimità delle coste», oltre «al forte maltempo di questi giorni». Una successione dunque di cause e concause che hanno portato ieri alle tre esplosioni della condotta e al ferimento di 11 persone. Un incidente che poteva concludersi con bilancio ben più pesante e che ha comunque portato all’interruzione della fornitura di gas nella zona, che Snam ha garantito «attraverso il collegamento con infrastrutture alternative e, nel caso del comune di Atri, con il ricorso a carri bombolai». In un incontro in Comune a Pineto tra il sindaco, Robert Verrocchio, e i vertici della Snam, la società ha asiscurato che si farà carico delle spese di soccorso e alloggio per i componenti della famiglia Ferretti la cui abitazione è stata danneggiata nell'incendio. Gli altri componenti delle due famiglie Ferretti sono ospitati in un residence a carico della Snam.

L’incidente ha avuto un forte impatto sui media nazionali e da Bruxelles è intervenuto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti impegnato nella della riunione del Consiglio Ambiente dell'Ue: «Ho parlato qualche minuto fa con Luciano D'Alfonso, il presidente della Regione Abruzzo, che è stata la Regione più colpita, anche con un incidente che rischiava di essere grave e dalle prime informazioni risulta sia stato contenuto».

Ma le parole del ministro non rassicurano gli ambientalisti. E se la dinamica smentisce i timore di un «effetto domino», avanzato dal Forum H2O, tra infrastrutture energetiche, Augusto De Sanctis ironizza e avanza dubbi sulle spiegazioni di Snam: «Ancora un poco e la colpa sarà di noi abruzzesi», dice De Sanctis, «che abbiamo deciso di vivere testardamente su questa terra da qualche millennio. La Snam spiega che tra le cause della rottura c'è l'urbanizzazione della costa. Non sappiamo a cosa alluda Snam, se pensa che qualche abruzzese abbia inavvertitamente o pervicacemente cercato di piantare un pilone di fondazione di una casa sul tubo». Il Forum H2O chiede comunque una moratoria immediata rispetto «a queste mega-opere inutili per gli abruzzesi». Mentre ll deputato di Sel Gianni Melilla chiede «una rapida indagine giudiziaria che accerti ogni responsabilità da parte di chi ha il dovere di una manutenzione rigorosa degli impianti per rispondere alle esigenze di sicurezza delle popolazioni».

Per il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante «si tratta dell'ennesima dimostrazione di quanto noi del Movimento 5 Stelle stiamo affermando da sempre, e cioè che occorre mettere un freno a questo uso indiscriminato del suolo, che è destinato esclusivamente a favorire le grandi società di produzione e distribuzione di idrocarburi e di energia elettrica, e che mette in serio pericolo la salute e la sicurezza dei cittadini abruzzesi».

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