Rottura sulla condotta dell’Aca: 20mila senz’acqua per un giorno

9 Gennaio 2024

Operai al lavoro per 24 ore per riparare l’enorme tubo in via Musone, l’erogazione è ripresa in serata Il direttore tecnico Livello: «Autobotte a disposizione del carcere e della Caritas per limitare i danni»  

PESCARA. La rottura della condotta adduttrice del sistema acquedottistico a servizio di Pescara sud manda in tilt una zona densamente abitata, dove insistono «almeno 20mila utenze», costrette a fare i conti con la mancanza di acqua dalle 2.20 circa di ieri fino a ora di cena (almeno) quando la situazione è tornata alla normalità pressoché in tutte le case. I disagi hanno interessato un’area densamente abitata, dove insistono l’università, il tribunale e il carcere, compresa nel quadrilatero tra via Tirino, il tracciato ferroviario, il fiume Pescara e il confine con San Giovanni Teatino. Prima di ridare il servizio ai cittadini, i tecnici dell’Azienda consortile acquedottistica (Aca), al lavoro fin dalle prime ore del mattino in via Musone per riparare il tratto danneggiato, hanno dovuto riequilibrare e rimettere in pressione l’intera condotta.
L’allarme è scattato nella notte, quando è stata notata la fuoriuscita di acqua da un tratto della rete di distribuzione in via Musone, nella zona sud di Pescara. «Abbiamo ricevuto un’allerta per una riduzione di portata su quella linea e siamo subito intervenuti», ha spiegato la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli, «il danno ha riguardato la condotta adduttrice di 700 millimetri, una di quelle con il diametro nominale più ampio dell’intera rete di distribuzione gestita dall’Aca, con una portata d’acqua enorme». «Parliamo in particolare di uno stacco dell’adduttrice in prossimità di una saracinesca che ha ceduto», precisa il direttore tecnico dell’Aca, Lorenzo Livello, sul posto insieme agli operai fin dalle prime ore del mattino per occuparsi personalmente delle operazioni di riparazione. Come ha specificato Livello, per riparare la rottura è stato necessario interrompere l’erogazione idrica e svuotare tutte le linee e i pozzetti, con il conseguente blocco della fornitura d’acqua per tutta la notte fino al tardo pomeriggio di ieri, determinando una serie di disagi in tutta la zona di Porta Nuova. «Poi, una volta individuato e riparato il danno, intorno alle 16.20 di ieri, sono cominciate subito le manovre di riapertura del flusso idrico che sono state completate intorno alle ore 17.30», aggiunge Livello, rilevando che «il normale flusso idrico si ripristinerà completamente solo nel corso della nottata». È necessario, infatti, attendere alcune ore affinché l’acqua torni in pressione. «Per cercare di limitare i disagi ed evitare problemi più gravi di ordine pubblico», conclude Livello, «abbiamo rifornito con l’autobotte il carcere di San Donato fin dal mattino, oltre alla Caritas. Siamo intervenuti su richiesta con interventi spot».
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