Rubano tra le macerie, denunciati Azioni legali dei familiari vittime

FARINDOLA. Stavano rubando nell’area dell’hotel Gran Sasso sottoposta a sequestro. Sono stati visti, segnalati ai carabinieri e poi denunciati dagli uomini dell’Arma di Penne. I responsabili del...
FARINDOLA. Stavano rubando nell’area dell’hotel Gran Sasso sottoposta a sequestro. Sono stati visti, segnalati ai carabinieri e poi denunciati dagli uomini dell’Arma di Penne. I responsabili del furto sono un 47enne di Pescara e la compagna tedesca di 35 anni che nei giorni scorsi non si sono limitati a fare i “turisti del macabro” a Rigopiano, per vedere da vicino le macerie dell’hotel spazzato via da una valanga il 18 gennaio del 2017. Hanno anche fatto incetta di rame, prelevando 130 chili di pluviali e scossaline (valore 500 euro). Il materiale era stato accantonato dalla ditta che sta lavorando nell’area per la bonifica. I due, dopo la segnalazione di un cittadino, sono stati fermati dai carabinieri su una Skoda station wagon, sulla quale avevano caricato la refurtiva, e sono stati costretti a restituirla. Devono rispondere di violazione di sigilli e furto aggravato in concorso. Alla luce di questo episodio l'avvocato Romolo Reboa annuncia che si sta valutando «l'ipotesi della costituzione di parte civile anche nei processi a carico di tali soggetti. Così, forse, si renderanno conto della gravità del loro gesto», dice il legale commentando che gli «episodi di sciacallaggio all'Hotel Rigopiano sono un'offesa a chi ha perso la vita in quell'area e alle famiglie che vedono per l'ennesima volta violato un luogo di dolore e di meditazione». Insieme ai legali Roberta Verginelli, Maurizio Sangermano e Gabriele Germano, Reboa assiste Giampaolo Matrone, uno dei superstiti, e i familiari delle vittime Valentina Cicioni, Marco Tanda e Jessica Tinari.

