Sì al completamento del liceo Marconi Lavori al via a luglio

21 Giugno 2023

La terza palazzina sarà realizzata vicino alle altre in sei mesi Ora si progetta la demolizione e ricostruzione della palestra

PESCARA. Via libera alla costruzione della terza palazzina del liceo Marconi, in via Marino da Caramanico, dopo la realizzazione dei primi due edifici, inaugurati a novembre dell’anno scorso. Per la terza palazzina non c’erano fondi a sufficienza, a causa della lievitazione dei prezzi relativi ai primi due edifici e ai vincoli imposti dal Pnrr in tema di efficienza energetica, per cui i lavori di questo stabile non sono partiti (le somme del ministero sarebbero state sufficienti per un solo piano). E così sono rimasti fuori dalla nuova sede molti studenti, tuttora sistemati all’ex accademia musicale di via dei Peligni, all’ex Fater e al Manthonè.
Ma adesso si sblocca tutto grazie a un accordo della Provincia con la Edison, firmato ieri, e «a luglio partiranno i lavori, da concludere in sei mesi». In base a questa intesa la Provincia non chiederà il risarcimento dei danni derivanti dall’inquinamento del sito di Bussi, e la Edison verserà tre milioni di euro a Palazzo dei marmi, che saranno destinati proprio al liceo Marconi. «Sono felicissimo di chiudere questo cerchio», dice il presidente di Palazzo dei marmi Ottavio De Martinis, che spiega i dettagli dell’intervento da realizzare, affiancato dal dirigente dell’ente Marco Scorrano.
Nonostante ci siano state delle «criticità» che hanno bloccato la prosecuzione del progetto «riusciamo a fare tutto ciò che avevamo pensato, per il Marconi», prosegue il presidente facendo notare che ora è possibile completare il liceo (Linguistico, delle Scienze umane e delle Scienze umane con opzione economico sociale) così come era stato immaginato, con aule e uffici di segreteria, e «potrà accogliere tutte le classi che attualmente sono fuori sede e i laboratori».
La terza palazzina, spiegano De Martinis e Scorrano, «sarà in allineamento rispetto alle altre due, nello spazio appena più a sud, e sarà esattamente come le altre. Se per questo edificio i lavori sono già stati appaltati, per la palestra a servizio della scuola (bisogna buttare giù questa esistente e costruirne una nuova) l’iter è partito da pochi giorni, con l’affidamento dell’incarico di progettazione, e saranno chiesti ulteriori fondi al Gestore servizi energetici (Gse)». Complessivamente, il Marconi potrà ospitare in via Marino da Caramanico più di mille studenti.
Ma c’è un altro aspetto, che viene messo in evidenza da Piergiuseppe Biandrino, vice presidente esecutivo della Edison. «L’accordo che abbiamo stretto», spiega, «rientra nell’ottica di adottare misure che consentano di risolvere il problema della contaminazione storica del sito di Bussi sul Tirino, oltre alla possibilità di restituire valore alla comunità grazie alla rigenerazione del territorio. Oggi l’azienda sta concentrando i propri sforzi nel disinquinare il sito e la Provincia con questo accordo ce ne sta dando atto: per portare avanti un intervento di bonifica non basta la volontà di chi vuole operare e le risorse economiche che mette a disposizione, occorre la collaborazione tra gli enti coinvolti, tra il pubblico e il privato. Ed è questo percorso virtuoso che abbiamo proficuamente avviato». Grazie a questa intesa, sottolinea Scorrano, «la Edison può continuare ad operare senza dover sopportare un contenzioso che finirebbe col distogliere risorse all’attività di bonifica» e nello stesso tempo vengono destinati fondi a «un intervento di rigenerazione urbana» relativo al Marconi.