«Sì al parco archeologico nel Rampigna»

30 Giugno 2020

Il sindaco favorevole a proseguire gli scavi nell’ex campo sportivo: ma servono i soldi del governo

PESCARA. «Sono favorevole alla realizzazione di un parco archeologico nel campo Rampigna, ma sono necessarie le risorse dello Stato». È ciò che ha detto in sintesi Carlo Masci ieri, durante il consiglio comunale, rispondendo ad un’interrogazione presentata dal consigliere del Pd Piero Giampietro.
L’obiettivo era quello di conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale in merito ai lavori per la realizzazione del nuovo campo sportivo. Lavori che hanno portato alla luce dei ritrovamenti archeologici, importanti testimonianze storiche del passato della città. Per questo motivo, l’intervento si è fermato in attesa di una decisione sul da farsi.
«Da almeno 25 anni sento parlare del Rampigna come una miniera di storia», ha esordito il sindaco, «l’area da almeno 7-8 anni è totalmente abbandonata. Di parole se ne sono spese tantissime in questi ultimi anni, però nessuno ha preso una scavatrice per andare a vedere che cosa effettivamente ci fosse sotto il Rampigna. Ora, ci sono volute due mezze giornate per tirare fuori la storia di Pescara e lo abbiamo fatto noi». «Con la Soprintendenza», ha affermato Masci, «abbiamo già ragionato sui resti del bastione San Vitale sotto il rilevato ferroviario e abbiamo già fatto un progetto targato Rfi sulla valorizzazione di quei resti che saranno a disposizione della città»
«Per quanto riguarda il Rampigna», ha fatto presente, «io ho un’interlocuzione continua e diretta con la Soprintendenza, comprensiva anche del circolo Canottieri, che andrà in ristrutturazione a brevissimo. In particolare, i resti scoperti nell’ex campo sportivo saranno tutti allocati nel museo delle Genti d’Abruzzo insieme al mosaico del 200 dopo Cristo». «Tuttavia l’intervento al Rampigna», ha osservato il sindaco, «non può riguardare solo il Comune, ma anche lo Stato e la Soprintendenza. Devono essere stanziate risorse importanti, affinché quello possa diventare un parco archeologico. Questa è la richiesta che il Comune fa alla Soprintendenza e al governo. Se c’è la volontà che il Rampigna diventi un parco, allora si dovranno stanziare risorse. Se questo sarà possibile, il Rampigna potrà diventare un parco archeologico. Questo lo decideremo con la Soprintendenza, ma sono anche disponibile ad andare a parlare con il ministro». «Altrimenti», ha concluso, «torniamo alle chiacchiere del passato e al Rampigna ci sarà il campo sportivo che conserverà sotto i reperti archeologici, fino a quando il governo non deciderà di investire».
Pronta la replica di Giampietro: «Per il parco archeologico le risorse ci sono già e sono i 600mila euro stanziati per la riqualificazione del campo sportivo». (a.ben.)
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