Sagre e fiere locali: serve il Green pass

12 Agosto 2021

Multe salate a chi ne è sprovvisto e carcere per chi lo falsifica

Che lo si ami perché dà più sicurezza contro il contagio da coronavirus, che lo si odi perché priva i cittadini di una parte di autonomia e libertà di movimento, che lo si chiami Green pass o certificato verde, poco cambia. Oramai l'unica certezza è che averlo con sé per l'ingresso a ristoranti, spettacoli, musei, palestre, eventi e altre attività è obbligatorio. Nonostante ciò, e nonostante i tanti vademecum che si trovano online, ci sono ancora molti dubbi che attanagliano tanti cittadini. Il Green pass, che nasce in Europa su proposta della Commissione Ue per agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini nell'Unione europea durante la pandemia, ora è un compagno di vita della popolazione, come il cellulare o i documenti di identità. Ma molti non sanno che in alcune occasioni serve anche all'aperto. E chi non rispetta le regole o mostra falsi certificati rischia multe salate e anche il carcere.
I LUOGHI
È richiesta in Italia per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione". Serve, inoltre, per accedere ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione, attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, concorsi pubblici.
I REQUISITI
La certificazione dovrà attestare di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti oppure di essere guariti dal Covid19 nei sei mesi precedenti. La certificazione si applica a tutte le attività e i servizi autorizzati in base al livello di rischio della zona. È richiesta in “zona bianca” ma anche nelle zone “gialla”, “arancione” e “rossa”, dove i servizi e le attività siano consentiti. Regioni e Province autonome possono prevedere altri utilizzi della certificazione verde. La certificazione verde non è richiesta ai bambini esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. Per queste persone verrà creata una Certificazione digitale dedicata. Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo.
SAGRE
A differenza di quanto però si possa credere, è necessario in alcuni casi anche all'aperto. Alle sagre e alle fiere locali si può partecipare sono con Green pass. Questo vale anche per gli eventi che si svolgono all’aperto, anche quando non ci sono precisi varchi d’ingresso, come ad esempio per le vie e le piazze di un Comune. In ogni caso è necessario che tutti abbiano una certificazione verde Covid 19. Sono pesanti infatti le conseguenze per gli organizzatori in termini di responsabilità in caso di inosservanza di queste restrizioni. Che l’accesso a sagre e fiere, anche se si svolgono in piccole realtà, è consentito esclusivamente a persone munite di una certificazione verde lo prevede direttamente l’articolo 9-bis del decreto legge 52. Anche nei luoghi dove non ci sono varchi ben definiti, vale la stessa regola. Quindi se un cittadino si trova in una piazza dove si svolge una fiera o una sagra, deve avere il Green pass. Gli organizzatori, sia pubblici che privati, non potendo controllare uno per uno i partecipanti, devono informare il pubblico con un'apposita segnaletica dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde per accedere manifestazione in questione. A quel punto, in caso di controlli a campione, sarà multata soltanto la persona trovata priva di certificazione e non anche gli organizzatori, che in questo caso hanno rispettato gli obblighi informativi. L'unica differenza riguarda altri tipi di manifestazioni che si svolgono all'aperto nelle piazze, nelle strade e nei parchi pubblici a cui possono però accedere persone per fini diversi da quello di assistere all’evento. Ad esempio in luoghi dove ci sono molti negozi aperti. In quel caso non è necessario avere il Green pass.
ALBERGHI
I clienti di una struttura alberghiera o più in generale ricettiva possono accedere ai servizi di ristorazione offerti dalla struttura esclusivamente per la propria clientela, anche in caso di consumo al tavolo in un locale al chiuso, senza mostrare una certificazione verde. Negli hotel, infatti, l’accesso è riservato a chi è in possesso di una certificazione verde solo per quanto riguarda le attività al chiuso di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere. Nel caso in cui, invece, i servizi di ristorazione della struttura ricettiva siano aperti anche a clienti che non alloggiano nella struttura, l’accesso sarà riservato soltanto a chi, cliente della struttura o cliente esterno, è in possesso di Green pass.
LE MULTE
Il decreto legge sul Green pass ha previsto anche multe salate e addirittura denunce penali a chi non è provvisto di una certificazione valida. Chi viene beccato senza, nei luoghi dove il Green pass è obbligatorio, rischia sanzioni che vanno dai 400 ai 1.000 euro, a seconda della trasgressione. Ma non è tutto. Infatti le multe non colpiscono solo il singolo cittadino trasgressore, ma anche l’esercente o l'organizzatore. Nello specifico, chi possiede un locale e viola il disposto normativo per almeno tre volte in tre giorni diversi, potrebbe andare incontro alla chiusura, da 1 a 10 giorni, dell’attività imprenditoriale. Provvedimenti ancora più severi, fino al carcere, li rischia che tenta di mostrare un Green pass falso.
FAKE GREEN PASS
Chi mostra un certificato falso in un luogo in cui il Green pass è obbligatorio dovrà rispondere dell’accusa di falso e sarà denunciato dalle autorità predisposte al controllo. Stesso discorso in caso di false dichiarazioni rese nelle autocertificazioni rilasciate alle autorità di Pubblica sicurezza. Tra i reati che, infatti, si potrebbero commettere utilizzando un “fake Green pass" ci sono falsità materiale commessa da un privato, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri. Le pene previste, tra cui la detenzione, potrebbero essere applicate anche a coloro che, tramite un certificato vaccinale falso o scaduto, affrontano viaggi all’estero o in Italia. Questi reati sono puniti con la reclusione fino a due anni.
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