Sale a 26 il numero degli infetti Il sindaco vara divieti più severi

De Martinis firma le nuove restrizioni: tutti in casa e la spesa si potrà fare entro il raggio di un chilometro Tra i nuovi 8 casi, un dipendente del Comune di Città Sant’Angelo e due in servizio all’ospedale di Penne
MONTESILVANO. Aumentano i contagiati dal Covid-19 a Montesilvano e il sindaco inasprisce le misure restrittive, vietando anche l’attività sportiva all’aperto. A spingere il primo cittadino Ottavio De Martinis a costringere, quanto più possibile, i suoi concittadini a rimanere a casa per fermare la diffusione del coronavirus, l’impennata registrata dall’inizio della settimana dei casi positivi in città.
I CONTAGIATI. Sono otto i montesilvanesi che da ieri hanno avuto la conferma dalla Asl di aver contratto il Covid, che vanno a sommarsi ai precedenti 18 registrati nei giorni scorsi, portando il numero complessivo a 26. Tra questi, oltre a dei giovani di 16, 20 e 26 anni, ci sarebbe anche un dipendente del Comune di Città Sant’Angelo, una coppia di lavoratori dell’ospedale di Penne, un infermiere e un operatore socio-sanitario del vecchio distretto di base di corso Umberto che, per questa ragione, da due giorni ha chiuso i battenti. La maggior parte delle persone colpite sarebbe in discrete condizioni di salute e solo un numero limitato sarebbe ricoverato in ospedale. Ma si tratta di una crescita che spaventa la città e che va bloccata il prima possibile. Per questo De Martinis ieri mattina ha firmato l’ordinanza che prevede una serie di misure più restrittive rispetto a quanto stabilito dai decreti nazionali.
I DIVIETI. A cominciare dal divieto assoluto di svolgere attività motoria e fisica all’aperto. Stop anche alla circolazione a piedi e in bicicletta, salvo i casi di spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità, mentre è possibile portare fuori gli animali, ma solo per il tempo strettamente necessario e nel raggio di 400 metri da casa.
FARMACIE E NEGOZI. Restano aperte farmacie e parafarmacie, così come le attività commerciali che possono svolgere il loro servizio dalle 7 alle 21, ma rispettando una serie di indicazioni. I commercianti, per evitare assembramenti di persone, devono organizzare l’accesso ai locali con modalità contingentate, così come devono far rispettare la distanza di almeno un metro tra i clienti. Inoltre, il personale a contatto con il pubblico deve essere tutelato con dispositivi di protezione individuale, come guanti e mascherine.
CLIENTI E DISTANZE. Cambiano le regole anche per i consumatori: gli acquisti alimentari e di prima necessità devono essere fatti nel raggio di un chilometro dalla propria abitazione, salvo l’ipotesi di assenza di attività, o nelle immediate vicinanze del luogo in cui si lavora, o nel tragitto tra casa e luogo di lavoro. Infine, la cittadinanza è tenuta a rispettare il principio secondo il quale negli spostamenti deve essere percorso il tragitto più breve per raggiungere il luogo di destinazione.
POLEMICA E FONDI. C’è chi ha deciso di scrivere al presidente del Consiglio Conte, come il residente Marco Petricca che invita il premier a impugnare l’ordinanza. Intanto la giunta comunale, su proposta degli assessori Paolo Cilli e Deborah Comardi, ha deciso di stanziare 15mila euro per l’acquisto di beni di consumo per il servizio della protezione civile e ha approvato un trasferimento straordinario di 5mila euro all’Azienda speciale per garantire l’approvvigionamento dei beni di prima necessità da parte di chi utilizza il servizio gratuito di consegna a domicilio di spesa e farmaci (over 65, disabili e persone in regime di sorveglianza attiva) .
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