Saline, sequestrata una discarica abusiva di rifiuti ferrosi

4 Ottobre 2019

Operazione dei carabinieri forestali: denunciato un 73enne che gestiva l’area di 200 metri quadrati vicino al lungofiume

MONTESILVANO. Resti di automobili e materiali ferrosi accumulati su un terreno di 200 metri quadrati che, probabilmente, è stato inquinato dagli oli dei motori delle macchine. Per questo motivo un montesilvanese di 73 anni, S.D., è stato denunciato e l’area è stata sottoposta a sequestro preventivo.
L’operazione è stata condotta ieri dal Nipaaf dei carabinieri forestali di Pescara, in collaborazione con i carabinieri di Montesilvano, dopo una lunga attività di indagine condotta anche attraverso osservazioni e pedinamenti. Le forze dell’ordine hanno scoperto che l’uomo, pur sprovvisto delle necessarie autorizzazioni amministrative per il recupero dei rifiuti, stoccava su un piazzale situato sulla strada lungofiume, nella zona industriale della città, scarti di ogni genere, ma principalmente ferrosi. Il materiale, proveniente anche da parti di automobili, veniva accatastato nell’area sprovvista di un’idonea pavimentazione e quindi lasciato direttamente sul terreno. Nel piazzale, inoltre, sono stati rinvenuti anche due cassoni contenenti circa 50 metri cubi di materiali ferrosi e di recupero provenienti da auto, come sportelli, sedili e pneumatici. Tra i rifiuti accatastati all'interno dell'area, ben visibili anche dalla frequentata strada che costeggia il fiume Saline, compaiono reti di letti, parti di motorini, batterie di automobili, forni a gas, elettrici e a microonde, lavatrici. E ancora computer, lavandini, vasche da bagno, affettatrici, barili, stendibiancheria, bombole a gas, pentole e ruote di biciclette. Tonnellate di rifiuti di ogni genere che probabilmente venivano scaricate nell'area anche da altre persone. Le attività di pedinamento e osservazione effettuate durante l’indagine, infatti, hanno messo in luce un via vai anomalo di furgoni che conferivano e prelevavano i rifiuti. Nel corso degli accertamenti sono state rilevate anche improprie operazioni di smantellamento di vecchi veicoli e di sversamento di oli esausti direttamente nel terreno. «I rifiuti ferrosi stoccati abusivamente e la manipolazione di residui di olio motore», mette in luce il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara, «potrebbero aver inquinato il terreno». Per tutte queste ragioni, il 73enne è stato denunciato e l’area sequestrata preventivamente come disposto dal gip del tribunale di Pescara Elio Bongrazio, su richiesta del sostituto procuratore Anna Benigni. La presenza di oli, che potrebbero aver inquinato il terreno, rappresenta un'ennesima minaccia per il fiume Saline le cui sponde sono state troppo a lungo teatro di discariche abusive e di abbandono di rifiuti pericolosi. Per cercare di contenere il fenomeno, nelle scorse settimane la polizia municipale ha disposto il divieto di transito del tratto di strada che conduce fino all'ex discarica di Villa Carmine.