Saline, un bypass contro le esondazioni

Lavori per 180mila euro del genio civile regionale. Il canale alleggerirà le piene che portano a valle acqua contaminata
MONTESILVANO. Un bypass per il fiume Saline: un canale su un piano più alto, rispetto all'alveo del fiume, che, proprio nel cuore del percorso fluviale, entra in funzione quando si alza il livello dell'acqua. È l'intervento, concluso pochi giorni fa, progettato dall'ufficio tecnico di Pescara del genio civile regionale. Per concretizzare questa strategia anti-esondazione sono stati investiti circa 180mila euro e cinquanta giorni di lavori.
Gran parte dell'area dove sono stati fatti gli scavi è visibile da via Piceni e dal Ponte Europa, che unisce Montesilvano a Città Sant'Angelo. «Sull'area del fiume Saline non è stato possibile realizzare interventi dal 2003 in poi» spiega Alfredo Chiantella, architetto del genio civile «perché è una zona contaminata: fino al 2013, inquadrata come sito di interesse nazionale (Sin), è stata poi riclassificata in Sir, di interesse regionale. Un'indagine dell'Arta ha accertato la presenza di metalli pesanti». Nel sito, dunque, non è possibile alcun tipo di movimentazione: «In questa situazione, l'unica opera di messa in sicurezza con effetti importanti era la realizzazione, nella parte esterna al Sir, di un canale per alleggerire le pressioni sulla sezione idraulica del fiume». L'apertura del canale consentirà, in caso di precipitazioni abbondanti, di evitare che materiale potenzialmente contaminato venga spinto a valle e scongiurare le esondazioni, come quelle avvenute nel novembre 2013 e nel 2015, causate principalmente dal materiale vegetale che si accumula a valle.
Proprio i fenomeni meteo hanno comportato un ritardo nei lavori, rispetto alla disponibilità finanziaria che è del 2014. «Le esondazioni hanno differenziato a livello geomorfologico il fiume» chiarisce Chiantella «ed è quindi stato necessario modificare l'iniziale progettazione». Nel punto in cui sono stati eseguiti i lavori, la sezione idraulica del fiume si riduce notevolmente: è questa una delle criticità del Saline, perché in questa situazione anche una portata non significativa prende accellerazione e trascina a valle il materiale inerte. Il canale invece evita che la forza dell'acqua si concentri in quella parte, e consente di rilasciarla a valle dove il fiume è più ricettivo e lo spazio è maggiore. Nonostanter la pericolosità del sito e le acque contaminate, è facile incontrare appassionati di pesca sul Saline, sulle sponde dove un tempo c'era la draga o dove adesso c'è il cantiere per il nuovo ponte, all'altezza di via Senna. Ma non è un hobby consigliabile, considerate le condizioni di salute del fiume: «È accertata» aggiunge Chientella, «la presenza di metalli pesanti, risultato di un'agricoltura arretrata sull'utilizzo dei trattamenti chimici». (cr.pe.)
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