Salta anche Pasqua Il grido d’allarme degli albergatori

12 Gennaio 2021

Naufraga anche la speranza degli eventi primaverili Tocco (Federalberghi): si rischia di non arrivare all’estate

MONTESILVANO. Dubbi, incertezze, frustrazione e la speranza di poter riempire le proprie strutture a Pasqua che si allontana sempre di più. Sono questi i sentimenti che tolgono il sonno agli albergatori di Montesilvano che, dopo aver trascorso mesi difficili, con le strutture chiuse o praticamente vuote, ora sperano che arrivi presto l’estate per recuperare – seppure solo in parte – le perdite registrate dall’inizio della pandemia.
A raccontare le preoccupazioni della categoria è il vicepresidente di Federalberghi Adriano Tocco che, anche in qualità di consigliere comunale delegato al Pala Dean Martin, conosce bene la vocazione turistica di Montesilvano e quanto pesi sulle strutture ricettive l’impossibilità di organizzare eventi e congressi in città. Come già ricordato all’inizio dell’inverno, infatti, attualmente sono rimasti aperti solo 3 dei 20 hotel presenti a Montesilvano (senza contare i b&b) contrariamente agli anni passati in cui, soprattutto nel periodo natalizio, più del 50% delle strutture lavoravano regolarmente, registrando presenze importanti, anche grazie agli eventi congressuali e alle fiere organizzati all’interno del Pala Dean Martin.
«Gli operatori del settore turistico-alberghiero sono molto preoccupati», rivela Tocco, «perché ci sono troppi problemi attuali e poche speranze per i mesi futuri. Il primo serio problema registrato è legato alla cassa integrazione dei lavoratori iniziata a novembre, ma della quale finora non si è visto ancora un centesimo, salvo per un anticipo sul mese di dicembre». Eppure, come ricorda il rappresentante dell’associazione di categoria, le spese continuano ad esserci, anche senza clienti e con gli hotel chiusi. «Le strutture continuano a ricevere regolarmente le bollette, dove a pesare sono soprattutto le accise, l’iva, il costo del trasporto», evidenzia, «che, su un pagamento di 2.000 euro, ammontano a 1.600 euro. A questo si aggiunge, ovviamente, la preoccupazione legata alle notizie poco rassicuranti che arrivano sia a livello nazionale che internazionale. È ormai naufragata la speranza di poter contare sulle festività di Pasqua per riempire le strutture e dovremo considerarci fortunati se la stagione estiva inizierà a giugno e non a luglio come nel 2020».
È proprio questa incertezza e questa mancanza di visione del futuro che scoraggia gli albergatori. «Questo è un periodo dell’anno in cui abitualmente si registrano poche presenze ma nel quale, solitamente, si inizia a lavorare con le prenotazioni e la programmazione dei mesi successi», spiega Tocco. «Invece per ora non c’è alcuna richiesta e anche i pochi eventi sui quali si era iniziato a lavorare per aprile o maggio sono stati posticipati a settembre e ottobre». E potrebbero essere proprio questi i mesi in cui gli operatori montesilvanesi del turismo, al termine di un’estate che si spera ricca di presenze, potrebbero iniziare a recuperare le gravi perdite grazie alla ripresa di eventi e convegni. «Il vaccino ci fa ben sperare», aggiunge il vicepresidente di Federalberghi, «ma il timore è che alcune strutture non abbiano la forza per arrivare vive a quella data dal momento che mancano ancora troppi mesi e che le difficoltà di un anno di pandemia iniziano davvero a pesare per tutti».
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