Salta il Centro d’accoglienza in via Napoli

13 Novembre 2016

Vince il comitato dei residenti che si era opposto all’arrivo di 60 extracomunitari in una palazzina privata

MONTESILVANO. Scongiurata l'ipotesi di un nuovo centro temporaneo di accoglienza e di migranti in una palazzina privata di via Napoli con 60 ospiti. È l’esito della riunione, a Palazzo di Città, tra il comitato dei residenti di via L'Aquila, via Napoli, via Torino e via Isonzo e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale. Le rassicurazioni arrivano dal sindaco Francesco Maragno, supportate da una comunicazione ufficiale della Prefettura a seguito dell’istanza indirizzata dal comitato al prefetto Francesco Provolo in cui denunciava la mancanza di sicurezza nel popoloso quartiere rivierasco. Dopo l'incontro di ieri pomeriggio, a cui hanno partecipato circa 30 residenti, il sindaco, gli assessori Ottavio De Martinis, Valter Cozzi, Paolo Cilli e Fabio Vaccaro, il consigliere Anthony Aliano, Maragno ha affermato che «è importante coniugare le esigenze di sicurezza dei residenti della nostra città con quelle di quanti fuggono da contesti di guerra e disperazione. Stiamo valutando moltissime possibilità, proprio per tutelare l'immagine e il decoro della città e al tempo stesso dare una risposta ai profughi che raggiungono anche Montesilvano. La città non può ospitare altri migranti oltre a quelli già accolti», puntualizza Maragno, «a oggi la presenza di profughi sul territorio è particolarmente numerosa ed è necessario che si riduca significativamente. Tra le valutazioni che stiamo facendo», prosegue il sindaco, «vi è anche quella di aprire uno Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sul territorio di Montesilvano. Si tratta di una rete di centri di seconda accoglienza, finalizzati non all’assistenza immediata, come i Cas presenti in città, ma all’integrazione sociale di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Con l'apertura dello Sprar Montesilvano potrebbe accogliere un massimo di 150 immigrati, andando a sostituire i Cas che non possono essere allestiti sullo stesso territorio».

Evitato l'arrivo di nuovi migranti, nel quartiere restano però in piedi tutte le altre problematiche denunciate dal comitato quali l'alta concentrazione di prostitute, soprattutto nelle ore serali, lo spaccio di droga nella pineta, la scarsa illuminazione, buche e allagamento ogni volta che piove.

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