Salvagente di FdI per Pagano «Ti ridiamo il posto blindato»

Dal gesto di fair play verso Forza Italia alla rivolta dei leghisti teatini contro Bagnai
PESCARA. Fratelli d’Italia lancia il salvagente a Nazario Pagano: «Siamo disposti a restituire quel seggio a Forza Italia», dicono a chiare lettere dal partito del governatore Marco Marsilio 24 ore dopo la decisione choc di Berlusconi e Tajani di togliere agli azzurri abruzzesi l’unico seggio blindato dell’uninominale Camera, collegio di Pescara-Teramo, destinato al coordinatore di FI. Una doccia gelata per Pagano e i suoi, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo. Ma come la manna quando cade dal cielo, su Forza Italia è piovuto il fair play del partito di Giorgia Meloni anche se in politica la generosità non è gratis.
E quella di Fratelli d’Italia, oltre a un prezzo, ha un ostacolo da superare. La contropartita che FdI chiede ai forzisti è la promessa implicita di un appoggio incondizionato, per le Regionali del 2024, al presidente uscente Marsilio, che si ricandiderà. In parole semplici si scrive fair play, ma si legge offerta interessata, per evitare uno scivolone emblematico come quello capitato al centrodestra nelle amministrative di Chieti quando Febbo, con la sua lista che ha raggiunto il 21%, dopo avere spaccato la coalizione data per vincente, ha spianato la strada al sindaco del centrosinistra, Diego Ferrara.
Marsilio quindi sa bene cosa può significare un effetto Chieti duplicato in Regione. Quindi è meglio dare subito a Pagano un’uscita di sicurezza di siloniana memoria. Ma attenzione perché Forza Italia e il suo coordinatore dovranno portare a termine l’altra metà dell’operazione salvagente. Ed è qui che si misura il peso politico di Pagano. Il posto che FdI Abruzzo porge all’alleato, come si diceva, prevede un ostacolo perché il passaggio di seggio non può essere automatico, ma tocca ai vertici di Forza Italia decidere se e come compensare la donazione individuando una poltrona analoga in un’altra regione da cedere a FdI. Dall’Abruzzo ieri sono partite telefonate verso Villa Certosa a Porto Rotondo, dove Berlusconi incontrava i leader di coalizione. Ma il telefono è rimasto muto. Pagano si gioca il tutto per tutto. E in una nota scrive che: «È in atto un più complesso ragionamento all’interno della Direzione nazionale del partito che non è affatto concluso e pertanto non vi è nulla di definitivo in merito alle candidature. Fino al 22 agosto, giorno in cui verranno depositate ufficialmente le liste, ogni notizia riguardo la rosa dei candidati di Forza Italia in Abruzzo è da ritenersi infondata». Il seggio blindato resta sospeso in aria come un caciocavallo ma non è l’unico nodo che il centrodestra deve sciogliere. Ce n’è uno più grande in casa Lega. Mentre ieri sull’altro fronte, quello del Pd, ufficializzavano la candidatura della sindacalista aquilana della Cgil, Rita Innocenzi, all’uninominale Camera L’Aquila-Teramo, e cancellavano il nome del giovane vicesindaco di Chieti, Paolo De Cesare, dalla rosa dei papabili, esplodeva una mina sotto i piedi del coordinatore della Lega, Luigi D’Eramo. La storia è facile da raccontare. S’intitola il caso del seggio blindato per il senatore uscente, Alberto Bagnai, nell’uninominale Camera collegio di Chieti che ha scatenato la rivolta dei leghisti della provincia. Su Facebook sono spuntati post al veleno, come quello scritto da San Giovanni Teatino. Dal Chietino non accettano l’invasione di campo. E la reazione da un territorio che ha visto già fuggire dalla Lega consiglieri regionali come Emanuele Marcovecchio oppure che vanta campioni di voti come l’assessore della giunta Marsililo, Nicola Campitelli, preoccupa D’Eramo.
A tal punto che, secondo una gola profonda del partito, ad avere le ore contate è lo schema che prevede Bagnai su Chieti e, al proporzionale Senato, un leghista supervotato in Regione, Pietro Quaresimale che andando a Roma libererebbe, per le Regionali del 2024, il posto al sindaco giuliese Jwan Costantini. Ma è già tutto da rifare.
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