“Salviamo l’ospedale”, l’associazione affila le armi

PENNE. L’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” non molla, intenzionata a battersi fino in fondo per scongiurare il declassamento del presidio sanitario pennese. In base ai nuovi parametri...
PENNE. L’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne” non molla, intenzionata a battersi fino in fondo per scongiurare il declassamento del presidio sanitario pennese. In base ai nuovi parametri decisi dai vertici della sanità abruzzese, sulla base del decreto Lorenzin, il San Massimo sarà trasformato a breve da ospedale di base a ospedale di area disagiata. Per questo domani, alle 21, l’associazione tornerà a riunirsi nella nuova sede, in via circonvallazione Aldo Moro 24. «La riunione», scrive l’avvocato dell’associazione Natalia Morricone, «sarà l’occasione buona per discutere e programmare urgenti iniziative da intraprendere, ove possibile, insieme all’associazione per le vittime di Rigopiano e le altre presenti sul territorio abruzzese». Dopo i due ricorsi respinti dal Tar, presentati dal Comune di Penne prima, e da i Comuni dell’area vestina poi, il processo di riorganizzazione che investirà il presidio sanitario pennese è a un passo.
Il processo di declassamento del San Massimo, a dire il vero, ha radici lontane. Negli ultimi dieci anni sono state ridimensionati i reparti, ridotti i posti letto e il personale medico ed infermieristico in pensione non sempre è stato sostituto. Nel 2000 il centro riabilitativo del San Massimo poteva contate su 11 fisioterapisti e svolgeva servizio per gli interni e per gli esterni. Oggi di fisioterapisti ne sono tre, e il servizio non funziona più per gli esterni. L’ospedale di Penne, inoltre, attende da tempo anche di essere ristrutturato. L’assessore alla sanità regionale, Silvio Paolucci, nelle scorse settimane ha sottolineato come la riorganizzazione dei presidi regionali sia strettamente collegata alle disposizioni arrivate a livello nazionale in base al decreto Lorenzin. (f.bel.)
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