San Nunzio torna a “casa”: santuario pronto a gennaio

In via di completamento i lavori di ristrutturazione, previsti anche nuovi parcheggi L’urna si trova ora nella chiesetta romanica di Santa Maria Assunta in Blesiano
PESCOSANSONESCO. San Nunzio Sulprizio tornerà a gennaio nel "suo" santuario di Riparossa, nel paese vecchio. Dall'agosto scorso, l'urna del giovane santo dalla caviglia piagata è custodita nella chiesetta romanica Santa Maria Assunta in Blesiano (o Blosiana) dove il pellegrinaggio dei fedeli continua incessante. E' l'annuncio del rettore, don Nicola Della Rocca, alla guida della parrocchia di Pescosansonesco dal 13 ottobre 2019.
Il sacerdote ha in animo, Covid permettendo, di organizzare «una fiaccolata e una veglia di preghiera per il ritorno del santo a Riparossa, previsto per gennaio dopo la chiusura del cantiere a dicembre». In quella occasione, sarà celebrata la messa solenne dall'arcivescovo, monsignor Tommaso Valentinetti.
Il trasferimento delle spoglie di Nunzio nella piccola chiesa dell'Ambrosiana, a due chilometri di distanza, è avvenuto in estate per consentire i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza del santuario. A dicembre si prevede la chiusura del cantiere interno, dove gli operai di una impresa edile pescarese hanno ricostruito il tetto colpito da infiltrazioni d'acqua, intonacato le pareti eliminando lo strato di cemento e risistemato il presbiterio.
Gli interventi proseguono sulla facciata esterna. Il sindaco di Pesco, Nunzio Di Donato, comunica che il piazzale antistante diventerà più grande: da 500 metri quadri si allargherà a 3500 metri quadri ed è prevista la creazione di terminal bus e decine di parcheggi spalmati lungo l'arteria circolare che da piazza Porta Nuova conduce direttamente al santuario. Nella stessa zona sarà riaperto l'unico albergo e ristorante, di proprietà comunale, chiuso da quattro anni.
Gli interventi sono finanziati dalla Regione Abruzzo per un milione di euro e dalla Protezione civile nazionale per 900mila euro. Un restyling imponente, quello a cui si sta sottoponendo il piccolo paese di 486 abitanti, alle falde del Gran Sasso e sulle pendici del Pizzo della Croce, balzato alla ribalta internazionale con la canonizzazione del "santariello", nel culto popolare, avvenuta il 14 ottobre 2018 da papa Francesco.
«I lavori di messa in sicurezza di tutta l'area erano cominciati a gennaio, poi interrotti col lockdown e in seguito ripresi», riassume il sindaco Di Donato, che ringrazia il presidente della Regione Marco Marsilio e il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, «l'intervento più corposo ha riguardato la demolizione delle vecchie casette espropriate di fianco al santuario per permettere l'allargamento della piazza fino a oltre tremila metri quadrati dove verranno inseriti posti auto, spazi riservati ai disabili, ulteriori bagni pubblici, aree attrezzate con tavoli e panche per il confort dei pellegrini in costante aumento nel nostro paese. E una volta terminata questa opera procederemo agli appalti per i chioschi commerciali: attualmente, è aperta una sola attività».
Inoltre, «i 900mila euro della Protezione civile saranno utilizzati per completare la messa in sicurezza di piazza Porta Nuova e della parete rocciosa che conduce alla bottega del santo», lungo la salita Ripuccia, «e con 700mila euro, fondi sisma, riapriremo l'albergo ristorante di proprietà del Comune».
Il sindaco sta proseguendo i lavori di sistemazione dei sette chilometri di strada che collegano Torre de' Passeri a Pescosansonesco, tra asfalti da rinnovare e buche da livellare. Proseguiranno anche gli interventi sul ponte di Castiglione, chiuso da anni, che snellirebbe la viabilità della zona. Pescosansonesco vuole arrivare pronto al prossimo 5 maggio, quando i fedeli celebreranno il 184esimo anniversario della morte di San Nunzio.
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