Sanità, la Cgil chiede chiarezza

6 Dicembre 2015

Sabatini (Rsu) interpella la Regione su emergenza e riabilitazione

POPOLI. Una volta chiarito cosa dovrebbe diventare l'ospedale di Popoli in applicazione del decreto Lorenzin, negli ambienti sanitari e in città resta la preoccupazione per il silenzio che ha seguito l'incontro del 3 dicembre all'hotel Le Sorgenti con l'assessore regionale Silvio Paolucci, il direttore regionale dell'agenzia sanitaria Alfonso Mascitelli, il parlamentare Pd Antonio Castricone e il sindaco Concezio Galli.

«Pesa tantissimo l’eliminazione del pronto soccorso inteso come servizio di emergenza», commenta Enzo Sabatini della Rsu Cgil sanità. «Anche perché nessuno ha chiarito cosa resterà a Popoli nel settore dell’emergenza: rimarrà un punto di primo intervento attivo 12 ore con l’affidamento notturno al 118? O forse altro? Per quanto attiene poi al servizio riabilitativo che dovrà essere implementato al Santissima Trinità», continua il sindacalista, «non è altro che una previsione del piano presentato dal governo Chiodi nel 2011, poi ribadita nel 2013. E oggi, dopo due anni, ne stiamo ancora discutendo, senza capire quali ostacoli si potrebbero incrociare per elevare Popoli a riabilitazione di importanza regionale».

Al momento a Popoli ci sono 60 posti letto di cui 20 di chirurgia e ortopedia, 20 di medicina e 20 di riabilitazione, che comprendono anche quelli dell'ex ospedale di San Valentino poi trasferiti a Popoli. La nuova riabilitazione, invece, ne prevede 70. «Quando arriveranno gli altri posti?», si chiede Sabatini. «E in cosa consisteranno?». La domanda, che attende risposte, appare pertinente perché i campi della riabilitazione sono tanti ed è previsto che nella struttura sanitaria siano presenti diversi specialisti ed attrezzature, con una organizzazione specifica. Insomma, va presentato un organigramma e ribadita la ferma volontà politica di compiere una operazione che salvaguardi e valorizzi la sanità in Val Pescara. «È anche da chiarire», riprende Sabatini, «come si esplica la chirurgia programmata che si promette di realizzare a Popoli, quali interventi potranno compiersi e come Popoli potrà svolgere un ruolo efficace nell’ambito della riforma della sanità e a beneficio del territorio. Attendiamo risposte immediate: il silenzio non ci aiuta».

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