Sanità, i pensionati in piazza per liste d’attesa e assistenza

Pescara. In cento partecipano alla protesta: «Manca il confronto con la Regione» L’assessore regionale Verì accoglie la richiesta di un incontro fissato per il 31 luglio
PESCARA. «Una buona sanità è una questione di vita o di morte, più risorse per la sanità pubblica, meno liste d'attesa», e ancora: «Dateci retta, sì a un piano straordinario sulla medicina territoriale». Sono tanti i messaggi che i pensionati hanno messo nero su bianco sui loro cartelli. Tra bandiere e palloncini colorati, oltre cento pensionati delle tre sigle sindacali, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati, è sceso in piazza a Pescara ieri mattina, di fronte alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità. A scatenare la manifestazione una serie di rivendicazioni condivise dalle tre organizzazioni sindacali, a cominciare dalla necessità di un confronto con la giunta regionale. «La Regione Abruzzo è l'unica in tutta Italia che durante la fase di emergenza», spiega Antonio Iovito, segretario regionale Spi Cgil, «non si è mai incontrata con le organizzazioni sindacali. Il confronto con i corpi intermedi della società è un elemento fondamentale per un Paese democratico. La prima esigenza è quella di colloquiare e discutere e invece questa giunta va per conto proprio». Secondo i sindacati, la Regione avrebbe ignorato una serie di richieste di incontro avanzate nel corso della pandemia, ma anche prima. «A luglio di un anno fa», ricorda Mario Gatti, segretario regionale Cisl Fnp «avevamo presentato una petizione da 18 mila firme contenenti quattro punti, dei quali solo uno, legato al super ticket, è stato risolto dal governo».
MEDICINA TERRITORIALE. Oltre all'abolizione del super ticket di 10 euro, i sindacati avevano richiesto la diminuzione dei tempi delle liste d'attesa e il potenziamento dei servizi, anche attraverso l'assunzione di nuovo personale; un piano di investimenti per potenziare la medicina territoriale e domiciliare e un protocollo a garanzia e rispetto della medicina di genere. Queste stesse richieste sono state rilanciate dai sindacati che hanno puntato l'attenzione sulla necessità di un piano straordinario sulla medicina territoriale, attraverso il potenziamento dell'assistenza domiciliare integrata e dei servizi distrettuali, la creazione delle case della salute, degli ospedali di comunità e dei centri di riabilitazione pubblici e il coinvolgimento dei medici di base. A ciò si affianca un programma straordinario di assunzioni di personale da destinare alle strutture della medicina territoriale. «C'è già un finanziamento che la Regione avrebbe dovuto attivare per l'assunzione degli infermieri dal mese di giugno fino al 31 dicembre e altri fondi sono a disposizione per il 2021», evidenzia Iovito. «Manca, invece, un piano di queste assunzioni che chiediamo con urgenza».
LE LISTE D'ATTESA. Riflettori puntati sulle liste d'attesa, al centro già in passato delle proteste dei pensionati e che con l'emergenza coronavirus vedono i tempi ancora più dilatati. «È un problema che arriva da lontano», ribadisce Gatti. «Con la pandemia, le liste sono ferme da tre mesi e le visite non sono ancora riprese regolarmente. Il rischio è che gli appuntamenti sicuramente si dilateranno fino a 24 mesi. Spesso si prospetta come alternativa ai tempi allungati una prestazione a chilometri di distanza, non tenendo conto delle difficoltà di spostamento che un anziano, solo, può incontrare. L'accesso alle cure per le persone di una certa età è sempre stato un problema».
LE ALTRE RICHIESTE. Sul tavolo delle richieste, inoltre, l'avvio del confronto sul nuovo piano sociale scaduto un anno fa; l'assunzione di provvedimenti a favore della medicina di genere; il finanziamento della legge regionale sull'invecchiamento attivo; e l'immediata erogazione da parte della Regione agli ambiti distrettuali dei 41 milioni di euro per la non autosufficienza. Somme previste dal Dpcm del 21 novembre 2019 per il triennio 2019/2021, che servono al sostegno di persone affette da disabilità gravi e anziani non autosufficienti, per garantire un'adeguata assistenza direttamente a casa. Infine dalle organizzazioni arriva anche l'appello per programmare interventi per le Rsa, le case di riposo e le strutture semiresidenziali per anziani. «Questa Regione non ha rispetto per gli anziani», afferma Germana Temporin, segretario regionale Uil Pensionati. «È l'unica che in questo periodo particolare di emergenza non ha colloquiato con le organizzazioni sindacali. Abbiamo chiesto un monitoraggio per osservare cosa ha funzionato in questa situazione ma non ci ha nemmeno risposto».
L'ASSESSORATO. Massima disponibilità è stata dichiarata da parte dell'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì che ha ricevuto già ieri mattina una delegazione, ma che ha fissato un incontro ufficiale per il prossimo 31 luglio, per un approfondimento di tutte le questioni sollevate dai sindacati. «Il piano di riordino della rete territoriale è sul tavolo di monitoraggio già dallo scorso ottobre», fa sapere l'assessore. «Le modifiche legislative legate al decreto rilancio, che punta sul potenziamento delle reti territoriali, hanno reso necessario un aggiornamento del piano che verrà ritrasmesso al tavolo di monitoraggio non appena verrà completato». Stesso discorso per il piano di abbattimento delle liste d'attesa che è stato già predisposto dall'assessorato e sul quale il ministero si pronuncerà nel giro di qualche giorno. «Nell'incontro di venerdì prossimo approfondiremo queste e le altre tematiche», conclude l'assessore.
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