Sanità, nuovo appalto sospetto C’è un’altra indagata in Regione

27 Maggio 2021

Daniela Valenza finisce nell’inchiesta del pm Di Giovanni come commissario dell’Agenzia d’informatica Nel mirino il bando di gara da indire per il servizio di pulizia e sanificazione degli ospedali abruzzesi

PESCARA. Spunta un altro appalto sospetto nell’inchiesta che la procura di Pescara sta conducendo in relazione alle attività dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli.
Un filone che il pm Andrea Di Giovanni, titolare dell’inchiesta, collega all’attuale commissario Aric (Agenzia regionale di informatica e committenza) della Regione Abruzzo, Daniela Valenza, che venerdì scorso ha avuto una perquisizione negli uffici regionali e non solo.
Turbata libertà nella scelta del contraente, l’ipotesi di reato contestata alla Valenza (che non è mai stata sentita dagli investigatori), in relazione non solo al polo oncologico del nuovo ospedale di Chieti di cui si è parlato finora, ma anche alla gara che interessa la Diemme, una società cooperativa. «In qualità di commissario Aric», si legge nell’imputazione provvisoria della Valenza che, ricopre anche il ruolo di segretaria della giunta del presidente Marco Marsilio, «attraverso l'adozione di atti amministrativi concorreva (con Vincenzo Marinelli e Gianluca Di Lascio ed altri) a turbare il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del futuro bando di gara da indire presso la Regione Abruzzo - Aric (quale centrale unica per la gara aggregata per le quattro Asl abruzzesi) avente ad oggetto il servizio di pulizia, sanificazione e sanitizzazione da effettuarsi presso i presidi ospedalieri e le strutture territoriali delle Asl abruzzesi, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente ed, in ultima analisi, al fine di assicurare l’aggiudicazione in favore della Diemme società cooperativa».
I fatti in questione, stando a quanto si legge nell’imputazione, si sarebbero verificati a Pescara il primo aprile scorso e sarebbero stati approfonditi nell’ultima informativa del 17 maggio scorso stilata dalla squadra mobile e dalla Guardia di finanza di Pescara. Come si vede, sono al momento tre le informative che in queste ultime settimane sono state consegnate dagli investigatori al magistrato e che hanno fatto scattare una serie di perquisizioni e sequestri in ambito regionale. Perquisizioni, quelle relative alla Valenza, che sarebbero andate avanti per più giorni. Il pm è alla ricerca di qualsiasi elemento utile da mettere in relazione, nello specifico, alla gara che vede interessata la Diemme che la procura mette in relazione a Gianluca Di Lascio. Un nome che figura da tempo nel lungo elenco degli indagati (sono più di venti al momento) in questo intricato e complesso procedimento che spazia fra le tante attività dell'imprenditore Marinelli. L’obiettivo della perquisizione era quello di trovare ogni documento possibile da mettere in relazione a quella gara d’appalto che si stava confezionando: «Delibere, determine, missive e quant’altro, nonché manoscritti o appunti in genere o quanto di altro possa essere ad esse riconducibili (contratti di collaborazione, sponsorizzazioni, consulenze, contratti di assunzione di personale, convenzioni) nonché e-mail, messaggi e relativi allegati inviati tramite posta elettronica, sms o altri sistemi di comunicazione, per delineare i rapporti tra l’indagata ed altri politici e funzionari abruzzesi oltreché rapporti tra l'indagata e Vincenzo Marinelli». Come si vede, una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i tasselli di questo mosaico che riguarda le attività di Marinelli e le sue presunte relazioni con il mondo della politica locale e regionale.