Sanità, protesta all’Aquila D’Alfonso snobba Penne

Sfilata al Consiglio regionale per dire no alla chiusura del punto nascita Il portavoce del movimento: nessun confronto con il governatore e Paolucci
PENNE. La carica di 100 pennesi si è ritrovata ieri mattina a palazzo dell’Emiciclo. In consiglio regionale, il movimento per la sanità vestina ha manifestato il suo dissenso per le decisioni prese in materia sanitaria dal governo regionale con la chiusura del punto nascite del San Massimo e la possibile rimodulazione del pronto soccorso. Oltre a quello di Penne, anche i presidi di Ortona, Sulmona e Atri perderanno i rispettivi punti nascita. Quello vestino dovrebbe cessare le sue funzioni a partire dal prossimo 1° ottobre.
Per quanto riguarda il pronto soccorso, nonostante le rassicurazioni ricevute dall’assessore Silvio Paolucci la scorsa settimana, il timore è che il servizio possa subire una riduzione in termini di ore e di prestazioni. «Siamo venuti qui in consiglio regionale per manifestare contro la chiusura del punto nascite e la possibile riduzione del pronto soccorso. Siamo fortemente preoccupati. L'area vestina è fortemente svantaggiata, con una viabilità complicatissima soprattutto per i Comuni pedemontani», ha spiegato il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso arrivato all’Aquila con i suoi concittadini. Dopo oltre un ora di proteste e cori contro la strategia sanitaria, il consiglio regionale ha interrotto i lavori e dato spazio alle delegazioni intervenute. Il sindaco di Penne, assieme al portavoce del movimento per la sanità vestina, Gabriele Frisa, e del responsabile Spi Cgil, Ettore Bianchi, è stato ascoltato dal l'assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco.
Quattro le richieste sollevate dal sindaco di Penne: la necessità di riconsiderare la chiusura del punto nascite, di non rimodulare il pronto soccorso, di avviare i lavori di ristrutturazione del San Massimo e di attuare la riconversione della struttura sanitaria del Carmine. Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e l'assessore alla sanità Paolucci hanno avuto invece un colloquio con gli amministratori comunali di Atessa, anche loro intervenuti all’Aquila per protestare contro i tagli e i ridimensionamenti sanitari.
«Siamo insoddisfatti di quanto accaduto oggi», ha spiegato Frisa, «il governatore D’Alfonso e l'assessore Paolucci non ci hanno consentito nemmeno un confronto. L'ospedale di Penne sta dando solo in termini di tagli senza mai ricevere nulla in cambio. Con la salute dei cittadini non si può scherzare. Con la chiusura del punto nascite il rischio per le partorienti aumenterà in maniera esponenziale. La nostra protesta sicuramente continuerà», ha tuonato Frisa. Anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha voluto dire la sua sulla protesta pennese. «Il presidente D’Alfonso e l’assessore Paolucci hanno deciso di declassare e depotenziare l'ospedale San Massimo. La delegazione vestina non è stata ricevuta dal presidente D’Alfonso per discutere del futuro del proprio ospedale. Lo reputo un atteggiamento grave nei confronti di una città strategica per l’entroterra», ha sottolineato Sospiri.
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