Sant’Andrea, sfilano i politici Il richiamo di Valentinetti: serve un esame di coscienza

31 Luglio 2023

Folla alla processione in mare, Masci: momento intenso. Marsilio: bella tradizione E l’arcivescovo manda un messaggio agli amministratori: «Il potere non conta»

PESCARA. Sant’Andrea, con lo sguardo alto verso il mare aperto, la mano sinistra poggiata sul cuore e la destra che abbraccia un tronco di legno per sorreggersi, riunisce a sé anche i politici che sfilano in testa al corteo della marineria bruciato dal sole: ma Sant’Andrea, si chiede qualcuno sulla banchina nord, è il protettore dei pescatori o dei candidati? È una domanda senza risposta ma di certo le parole dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti, durante l’omelia della messa di ieri, sono un richiamo alla politica: «Chi ha responsabilità di potere e di amministrazione della cosa pubblica deve farsi un esame di coscienza», avverte monsignor Valentinetti, «ciò che conta è la sapienza, non le ricchezze e il durare per sempre; non il potere ma la capacità di saper governare un popolo». Ai politici nostrani, l’arcivescovo chiede di seguire l’esempio di re Salomone.
TUTTI IN PROCESSIONE Ad aprire un corteo atteso un anno, tradizione e orgoglio della marineria, è il sindaco Carlo Masci di Forza Italia in fascia tricolore che precede di un passo anche il comandante della polizia locale, Danilo Palestini, appena confermato per due anni tra le polemiche di Domenico Pettinari, consigliere regionale M5S e candidato sindaco: «La processione in mare è sempre un momento intenso, pieno di spiritualità, nel ricordo dei caduti in mare. Viva Sant’Andrea apostolo, viva la marineria pescarese, viva Pescara, sempre», dice il sindaco con orgoglio. Accanto a Masci, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio con un marsupio annodato alla vita: «Una bella tradizione, qui c’è l’anima più autentica della città di Pescara dall’altra parte», le parole del governatore. Dall’altra parte, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che affida a Facebook un messaggio istituzionale: «Sant’Andrea proteggi i marinai, proteggi Pescara». Tra i parlamentari pescaresi, l’unico a dire presente è il deputato Guerino Testa di Fratelli d’Italia. Sulla barca Euro che porta la statua del santo in processione è un faccia a faccia tra i politici: Marsilio (FdI) e Sospiri (Forza Italia) parlottano fitto fitto con il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli della Lega.
INDOVINA CHI C’è E c’è un’altra presenza che non passa inosservata: è il consigliere regionale Pd Silvio Paolucci insieme a tutta la famiglia. Per tanti, potrebbe essere proprio Paolucci il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del 2024. E Antonio Blasioli, consigliere regionale Dem, sembra tracciare la rotta proprio tra le bancarelle della festa della marina: «Con Silvio Paolucci e la sua bella famiglia abbiamo voluto seguire la processione per la categoria dei pescatori che ha da sempre rappresentato il cuore verace e sincero di Pescara. Proteggici Sant’Andrea e dai pace al nostro fiume».
APPELLo dalla chiesa Dalla chiesa di Sant’Andrea, l’arcivescovo parla come un fiume in piena: «Ho parecchie perle, abbiate pazienza», premette. E la prima è un appello-richiamo alla politica: no alla brama di potere, dice Valentinetti che fa l’esempio di re Salomone: «Un re potente, grande governatore, colui che ha reso forte il popolo di Israele, e lui non chiede denaro e forze militari, non chiede lunghezza dei giorni, ma la capacità di saper amministrare quel popolo». Poi, un altro invito: «Il denaro pubblico molto spesso non è usato bene: dovrebbe essere messo a disposizione soprattutto delle piccole cose quotidiane, a partire dalla sanità». E ancora: «Dobbiamo colmare la deficienza di democrazia che si sta creando in questo Paese che porta a elezioni con sempre meno partecipanti e governi sempre meno rappresentativi». Un passaggio anche sui migranti: «Ci scandalizziamo che approdino in Italia un po’ di migranti; nel mondo ce ne sono 25 milioni e vi assicuro che non sono delinquenti. Certo ci sono i pesci buoni e i pesci cattivi». Anche la guerra è nei pensieri di Valentinetti: «Papa Francesco la chiama “terza guerra mondiale a pezzetti”. Questi pezzetti si stanno moltiplicando non soltanto per la guerra alle porte di casa nostra che ci fa spavento ma anche per tutti gli altri conflitti. Tutto questo significa che il denaro non si usa per i poveri ma si sciupa in armamenti sempre più sofisticati e cattivi. La guerra», dice l’arcivescovo, «è una cosa da pazzi». Un altro tema caro a Valentinetti è l’ambiente: «Il mondo deve cercare di curare questo pianeta, ce l’ha detto Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato sii”, ma a me tutto sembra eccetto che si stiano mettendo in atto azioni concrete: cosa lasceremo ai nostri ragazzi?». Poi l’assonanza con la festa dei pescatori: «Il regno dei cieli è come una rete gettata nel mare: quando sarà ritirata, i pesci buoni saranno salvati mentre i pesci cattivi saranno buttati via».