Sarchese (M5s): un referendum sarebbe stata la giusta soluzione

FRANCAVILLA AL MARE. La decisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo di verificare la sussistenza dei requisiti per sottoporre a vincolo Palazzo Sirena era...
FRANCAVILLA AL MARE. La decisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo di verificare la sussistenza dei requisiti per sottoporre a vincolo Palazzo Sirena era attesa dai contrari al progetto di demolizione deciso dall'amministrazione del sindaco Luciani. Che, almeno per il momento, sarà costretta a fare marcia indietro. Resta però in attesa di una comunicazione ufficiale il comitato Sirena Risorgi: «Nel rispetto del lavoro della soprintendenza, preferiamo attendere che sia essa a pronunciarsi. Ribadiamo che il nostro comitato è trasversale rispetto ai gruppi politici e alla politica. Noi ci siamo battuti, ci battiamo e continueremo a batterci per la salvaguardia di un bene di tutti», dice Piefrancesco Fimiani.
«La notizia», dice Livio Sarchese, del M5s, «avvalora la tesi da noi sostenuta da anni circa l'opportunità di indire un referendum consultivo sul tema. Le nostre argomentazioni ormai sono chiare dal 2013 e, recentemente, sono state ribadite nel corso del Consiglio comunale che si è tenuto il 21 febbraio scorso: Lo sforzo per produrre una bozza di regolamento per la partecipazione referendaria, non era fine a se stesso, ma volto a favorire la convergenza su un unico obiettivo: quello di consentire ai cittadini di Francavilla al Mare di scegliere, direttamente, il destino dell’edioficio pubblico».
«In tal modo», prosegue Sarchese, «il referendum avrebbe avuto il pregio di convogliare ogni forma di assenso o dissenso sul progetto proposto dall’amministrrazione, con un quesito che avrebbe messo un punto fermo sulla vicenda ed evitato la perpetuazione di polemiche continue tra opposti schieramenti e tra cittadini. Ora siamo in una fase di stallo e non fa bene alla città questo clima di scontro, a volte esacerbato, tale da non favorire un clima costruttivo tra le forze politiche su punti programmatici convergenti. Peccato, noi ce l'abbiamo messa tutta suggerendo la strada meno irta di difficoltà! A titolo di precisazione, onde fugare ogni dubbio, ricordiamo che i referendum non si tengono su facebook, ma vanno indetti previa approvazione di un regolamento attuativo e di una idonea campagna referendaria». (l.z.)
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