Sartorelli: viale Marconi limite a 30 all’ora inutile, la strada resta a rischio

Il presidente dell’Aci boccia le misure adottate per l’arteria a 4 corsie «Ma sono favorevole all’ipotesi di ridurre la velocità in tutta la città»
PESCARA. «Viale Marconi resta una strada pericolosa, anche con l’introduzione del limite di velocità a 30 chilometri orari». A parlare così è il presidente dell’Aci di Pescara Giampiero Sartorelli, un esperto di viabilità. Il responsabile dell’Automobile club, in questa intervista, torna a parlare di viale Marconi e poi esprime un parere favorevole al progetto annunciato dal sindaco Carlo Masci sul Centro di ieri, cioè quello di istituire il limite di velocità di 30 chilometri orari in tutta la città per motivi di sicurezza.
Presidente Sartorelli, che cosa ne pensa del progetto di Masci sulla Zona 30 estesa a tutta la città?
«Sono pienamente d’accordo, anche perché fui io, tempo fa, a proporla al precedente sindaco Marco Alessandrini. Del resto, le velocità all’interno della città non sono poi così elevate, se non in orari in cui non c’è nessuno in giro. Ma non basta mettere il cartello del limite dei 30 km/h, bisogna creare delle zone che siano riconoscibili e più a misura d’uomo. Istituire il limite di velocità solo perché tutte le città d’Europa lo hanno fatto è inutile. Nelle altre città stanno facendo anche altro, cioè zone più a misura d’uomo. Non dico, tuttavia, di far diventare Pescara come Parigi dove tutti i servizi sono nell’ambito di 15 minuti di cammino a piedi, sarebbe impossibile».
Quindi, per Pescara potrebbe essere una soluzione fattibile quella dei 30 all’ora in tutte le strade?
«Tutto si può fare, bisogna capire cosa si vuole ottenere. Se facciamo questo provvedimento per la sicurezza stradale, allora siamo in contraddizione, perché per la sicurezza stradale bisogna rendere anche le strutture adeguate. Quindi, torno a ribadire: in viale Marconi aver istituito i 30 all’ora è stato inutile. Quella strada non è sicura. Non è la velocità che può portare a dire che viale Marconi è sicura. Non stiamo tutelando nessuno. Il limite di 30 all’ora è come volersi lavare un po’ la faccia sporca e poter dire che si sta facendo qualcosa».
Nel resto della città, invece, sarebbe utile istituire questo limite?
«Dove ci sono le condizioni per fare determinate cose tutto è possibile. Il limite dei 30 km/h per me non è un tabù da sfatare, è la velocità media in città nell’ora di punta. A Pescara si circola a 10-12 chilometri orari».
Perché si dovrebbe istituire il tetto dei 30km/h, per motivi di sicurezza?
«Per la sicurezza, ma anche per motivi di scorrevolezza. Gli ingorghi si creano perché si circola a scatti, cioè un po’ a 40 km/h e un po’ a 10. Con il 30 costante si rende più fluida la circolazione e si migliora la qualità dell’aria».
Invece, il problema di viale Marconi non è risolvibile?
«No, assolutamente. È un processo che è partito male è sta finendo ancora peggio e chissà quando finirà perché non abbiamo ancora una data di conclusione dei lavori. Sulla sicurezza ci sarebbe da fare un discorso molto più ampio, non è solo il limite di 30 all’ora. Anche la decisione di mettere tutti quei semafori non servirà a niente. Però questa è una vicenda particolare, isolata e riguarda al momento solo viale Marconi. Su viale Pindaro c’è il 30 all’ora da diversi anni e nessuno se ne è mai lamentato. A mio avviso, il progetto di viale Marconi è completamente sbagliato. Si sta facendo tutto in previsione di un filobus che si attende da 20 anni e non è detto che arrivi».

