Scafa, scuola e parcheggi al posto del cementificio

SCAFA. Una scuola alberghiera, parcheggi di scambio, attività commerciali e spazi culturali al posto del cementificio, chiuso nove anni fa. Così cambierà il volto di Scafa quando scomparirà l'insediam...
SCAFA. Una scuola alberghiera, parcheggi di scambio, attività commerciali e spazi culturali al posto del cementificio, chiuso nove anni fa. Così cambierà il volto di Scafa quando scomparirà l'insediamento dell’Italcementi, sorto negli anni ’50, nel centro del paese guidato dal sindaco Giordano Di Fiore. Quest’ultimo ha chiamato a raccolta i colleghi del comprensorio per tracciare le linee progettuali del futuro dell'area che si estende su una superficie di circa 6 ettari.
Alla manifestazione “Decementa Scafa”, sabato pomeriggio nel piazzale antistante la fabbrica, era presente il senatore Luciano D'Alfonso che ha ascoltato idee e proposte dei sindaci e delegati delle amministrazioni di Alanno, Turrivalignani, Roccamorice, Lettomanoppello, Manoppello, Torre de’ Passeri, San Valentino, Sant’Eufemia, Abbateggio, Caramanico. All’incontro, sotto una pioggia battente, hanno partecipato anche l’ex sindaco di Scafa, Maurizio Giancola e Donato Di Matteo, componente del consiglio di amministrazione dell’Aca, insieme ai vertici dell’ex fabbrica dei cementi. Il sindaco Di Fiore spiega che il primo passo sarà lavorare all'acquisizione globale dell'area di 59.718 metri quadrati, allo studio se demaniale o comunale, e poi puntare al rilancio. L'abbattimento della fabbrica produrrà uno spazio enorme nel centro abitato di Scafa «a cui dovremo dare una nuova impronta turistico commerciale», spiega il primo cittadino, «con infrastrutture al servizio delle comunità del comprensorio. Il mio sogno sarebbe creare un distaccamento di una scuola alberghiera, a indirizzo turistico, che muoverà le economie di tanti territori, non solo di Scafa, e consentirà la formazione dei professionisti del futuro ai quali sarà concessa l’opportunità di disegnare il turismo che cambierà il volto del territorio. Le cave, le miniere e le acque sulfuree del Lavino saranno i grandi protagonisti di questo cambiamento», sottolinea Di Fiore che ringrazia il senatore D’Alfonso e rimarca l'importanza della «collaborazione tra Regione Abruzzo e i Comuni: tutti dovremo lavorare per la crescita e il bene delle comunità».
Nel progetto sarà coinvolto anche l'ex sindaco di Scafa, Giancola, «che potrà dare un importante contributo grazie alla sua conoscenza del territorio», precisa l’attuale sindaco. «Ci riprenderemo quest’area», è sicuro Di Fiore, «e la riconsegneremo riqualificata ai cittadini di Scafa. Il nostro intento sarà realizzare un parcheggio sotterraneo di scambio per favorire i trasporti, sia ferroviaria sia su gomma, fruibile da tutti i paesi vicini. L’area del Lavino, ma anche Decontra fino a Santo Spirito, dove ci sono nostre strutture dismesse, potrebbero diventare l’epicentro di un museo dell’industria e della storia». Con questa iniziativa «abbiamo messo il primo tassello per decementare Scafa». I prossimi passi definiranno l'abbattimento del mostro di cemento che offusca i contorni del paese e l'acquisizione dei terreni da parte del Comune.

