«Scarichi di catrame nel fiume» Parte la caccia agli inquinatori

Avvistate chiazze nere in acqua. Cittadino filma lo sversamento e consegna i video agli investigatori I carabinieri forestali aprono un’indagine e l’Arta preleva campioni. Masci: «Un fatto inquietante»
PESCARA. «L’odore di benzina era forte. Poi abbiamo cominciato a vedere delle macchie nel fiume Pescara, sembravano quelle tipiche del petrolio. Sembrava un disastro, per cui abbiamo fatto partire subito le segnalazioni di quello che ci sembrava uno scarico molto consistente». Erano le 17.35 di venerdì, racconta un testimone, quando è scattato il primo allarme: un tratto del corso d’acqua, nella zona del ponte Flaiano, si stava scurendo in maniera preoccupante, dopo il temporale e la grandinata, e un po’ per volta quelle chiazze si sono spostate verso la foce del fiume fino a quando, ieri mattina, sono stati allertati i carabinieri forestali, che sono intervenuti subito, avviando gli accertamenti.
LA TESTIMONIANZA «La prima cosa che abbiamo pensato», spiega chi si trovava nella zona dell’azienda nautica Il Gabbiano, «è stata che qualcuno avesse approfittato della pioggia per scaricare qualcosa», prosegue il testimone. «Abbiamo raccolto un po’ di quel materiale» che era nero, denso, «ma era davvero tanto», sarebbe stato impossibile fermare il flusso. E subito sono partite le segnalazioni di quello che stava accadendo. Ieri, poi, l’allarme è diventato virale, con i video pubblicati su Facebook da Pino Di Persio, del circolo nautico Porto Antico Pescara (centro storico). Vedendo «il liquame» nel fiume e sentendo «la puzza di gasolio» ha prelevato la melma nera è ha realizzato che «si trattava di catrame. È possibile che sia accaduto per via delle piogge, ma è vergognoso: una cosa del genere non deve accadere, le barche ormeggiate sono tutte sporche». Era incredulo, Di Persio, che ha contattato i carabinieri forestali e ha ipotizzato «uno scarico abusivo in via Valle Roveto, qualcosa che si è mischiato con le acque piovane di uno scarico autorizzato, in quella zona». È preoccupato per «i danni alle imbarcazioni e alla fauna ittica. Se dobbiamo puntare al turismo, con questi episodi la Bandiera blu ce la giochiamo», commenta.
CARABINIERI e arta
I carabinieri forestali, già allertati per un episodio simile qualche settimana fa, sono intervenuti, hanno eseguito un prelievo e avviato gli accertamenti per identificare il responsabile. Ed è al lavoro anche l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta): i tecnici hanno effettuato i prelievi sulla sponda sud del fiume, all'altezza del ponte Flaiano, dove c’è un rimessaggio di barche. «Si tratta con tutta evidenza di uno sversamento di idrocarburi, ma i risultati degli esami si avranno non prima di lunedì», fa sapere l’Arta che ieri ha ricevuto «allarmi di malfunzionamento dagli impianti di sollevamento della rete fognaria denominati Le Mainarde, Ecoterm Laureti, ponte Capacchietti e vasca di prima pioggia. Allarmi conseguenti probabilmente al forte temporale di due giorni fa». Resta da capire se la pioggia abbondante possa aver contribuito allo sversamento, tanto più che le prime segnalazioni sono arrivate proprio dopo il temporale di venerdì. È possibile che la portata eccessiva post temporale abbia creato un malfunzionamento del sistema depurativo. E non sono escluse neppure altre ipotesi, compresa quella dolosa.
LA BALNEAZIONE
Il direttore dell’Arta Maurizio Dionisio parla dei possibili effetti sul mare. «Ora si tratta di capire quanto il fenomeno abbia inciso sulla qualità delle acque di balneazione. Saranno eseguiti dei prelievi per capirlo, e li ripeteremo anche più volte, se emergeranno anomalie».
MASCI: È INQUIETANTE
Per il sindaco Carlo Masci «è un fatto inquietante». «Spero che non ci sia qualcuno che si diverte a pulire i serbatoi e a buttare materiale nelle fogne. Sarebbe un delinquente. E spero che venga preso. Qualcosa del genere era già accaduto l’anno scorso».

