Scatta di nuovo l’allarme smog: valori alle stelle nella città deserta

I limiti imposti per l’emergenza coronavirus hanno svuotato le strade, poche le auto in circolazione Ma le polveri ultrasottili fanno registrare una nuova impennata dopo un lungo periodo di tregua
PESCARA. L’emergenza coronavirus non ferma lo smog. Dopo un lungo periodo di tregua, le polveri ultrasottili sono tornate a far registrare un’impennata. Gli ultimi dati resi noti ieri dall’Arta sono quelli di giovedì scorso e in quel giorno la centralina per la misurazione della qualità dell’aria che si trova sulla riviera sud, più precisamente vicino al teatro D’Annunzio, ha segnalato il superamento del limite di sicurezza del Pm 2,5, ossia delle polveri ultrasottili con un diametro inferiore a 2,5 micron, considerate le più pericolose per la salute umana. Non si conosce, invece, il dato di giovedì dell’altra stazione di monitoraggio, che si trova nella centralissima via Firenze, perché non è disponibile.
Sembra in realtà un paradosso, visto che in questi giorni il traffico dei veicoli è ridotto praticamente a zero a causa delle limitazioni imposte dal governo per contrastare la diffusione del contagio per il coronavirus. La città è praticamente deserta (nella foto qui a fianco la riviera nord vuota venerdì scorso). Evidentemente, il motivo di questa improvvisa impennata è da ricercarsi altrove. Gli esperti hanno sempre detto che possono essere due le cause scatenanti dell’inquinamento atmosferico: oltre al traffico, ci sono le caldaie da riscaldamento domestiche. Probabilmente, proprio il maggiore utilizzo dei riscaldamenti da parte dei tanti cittadini che si sono rinchiusi nelle case, seguendo le disposizioni del governo per ridurre i rischi di nuovi contagi nella popolazione, ha fatto sì che aumentasse la produzione delle micropolveri.
Fatto sta che ora lo smog è di nuovo alto. Giovedì scorso, la centralina dell’Arta della zona del teatro D’Annunzio ha registrato 31 microgrammi per metro cubo di Pm 2,5, contro il valore limite annuale per la protezione della salute umana fissato a 25 microgrammi. L’Arta ha classificato scadente la qualità dell’aria. Ed è, di fatto, una sorpresa se si considera che nei giorni precedenti, a parte martedì scorso in cui si è sfiorato il limite con 24 microgrammi, i valori sono stati notevolmente bassi. Siamo passati da un valore di appena 5 microgrammi di Pm 2,5, venerdì 6 marzo, a 6 e 8, il 7 e l’8 marzo, per poi arrivare a 18 e 31, l’11 e 12 marzo.
Simile l’andamento in pieno centro. La centralina di via Firenze ha segnalato livelli di polveri ultrasottili che variano da 6 microgrammi, del 6 marzo, ai 23, del 10 marzo, fino ai 17, del giorno successivo ossia l’11. Non dichiarato, invece, il dato del 12 marzo.
Più o meno la stessa situazione si è registrata a Montesilvano e a Francavilla. Anche se nelle ultime settimane non ci sono stati sforamenti del limite. Giovedì scorso, la stazione di rilevamento dell’aria di Montesilvano ha indicato 21 microgrammi per metro cubo di Pm 2,5. Nello stesso giorno, la centralina di Francavilla ha trasmesso alla sede dell’Arta 24 microgrammi, cioè un punto in meno del valore limite annuale fissato dalla legge per garantire la sicurezza dei cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

