Scatta la caccia agli evasori fiscali: nel mirino oltre cinquanta attività

CITTÀ SANT’ANGELO. L’amministrazione comunale di Città Sant’Angelo dichiara guerra agli evasori fiscali, con un provvedimento studiato ad hoc per le attività commerciali che hanno oltre 10mila euro...
CITTÀ SANT’ANGELO. L’amministrazione comunale di Città Sant’Angelo dichiara guerra agli evasori fiscali, con un provvedimento studiato ad hoc per le attività commerciali che hanno oltre 10mila euro di debito con l’Ente locale.
Su proposta dell’assessore Marcello Di Gregorio infatti, il Comune si è dotato di un regolamento attraverso il quale si punta a recuperare imposte come Imu, Tari o Canone unico, non versate da tutti quegli esercizi che passano attraverso il Suap (Sportello unico attività produttive).
In base al documento approvato nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, a ogni richiesta degli interessati il Suap dovrà andare a interrogare l’ufficio tributi, e solo se il quadro contributivo del singolo risulterà in regola allora potrà andare a soddisfarla.
Sono quattro le ipotesi di interventi, sulla base delle quali il Suap potrà eventualmente irrogare sanzioni, fino alla revoca dell'autorizzazione. Si va dal rilascio del permesso per l'esercizio, al rinnovo, ma controlli sono previsti anche in caso di subentro, così come ulteriori accertamenti verranno fatti a regime, vale a dire per avere una panoramica di tutto quello che accade sul territorio. Il diniego può scattare quando la somma debitoria accumulata dal singolo eccede i 10mila euro: una soglia larga, come hanno sottolineato anche dal Comune, specie se confrontata con altri centri, studiata per andare a colpire i trasgressori cronici e dare una mano a chi evidentemente si può trovare in difficoltà momentanee, anche a causa della pandemia. In tal senso, va detto che ai fini della verifica non verranno prese in esame le annualità caratterizzate dal coronavirus, vale a dire il 2020 e il 2021.
Da una prima stima, si conta che ci siano oltre 50 attività presenti a Città Sant’Angelo che potrebbero eccedere il tetto limite, andando incontro alle sanzioni, mentre sarebbero circa 190 quelle con una situazione debitoria contenuta, per le quali si procederà attraverso le forme tradizionali.
«Riteniamo che l'adozione di questo regolamento sia una misura utile alla collettività», spiega l'assessore Di Gregorio. «I soldi dei contribuenti finiscono nelle casse comunali e rappresentano un patrimonio di tutti. In questo modo vogliamo punire i debitori cronici, senza accanirci su chi è stato messo in difficoltà dalla pandemia».

