Scatta la corsa al nuovo vaccino: può convincere 120mila scettici

Oggi la Regione dirà da quando sarà possibile prenotare Novavax: la data probabile è lunedì
Conto alla rovescia per l’arrivo del nuovo vaccino dell’azienda Novavax, che può convincere gli oltre 120mila abruzzesi maggiorenni senza protezioni a rompere gli indugi e a ricevere il siero anti-Covid. Il nuovo siero è infatti “proteico”, realizzato cioè con una tecnologia diversa rispetto agli altri e già usata da decenni. Tanta è l’attesa, che nei giorni scorsi il responsabile regionale della vaccinazione Maurizio Brucchi aveva parlato del siero Novavax come di una possibile «svolta per la campagna, perché in grado di spingere a vaccinarsi lo zoccolo duro dei no vax, i più diffidenti».
Dopo l’annuncio del commissario Francesco Paolo Figliuolo sul milione di dosi spedite verso l’Italia dall’azienda farmaceutica statunitense, l’arrivo in Abruzzo è dato per imminente e previsto per la fine del mese. Tanto che lunedì potrebbero già partire le somministrazioni: si seguirà però una data unica a livello nazionale, che potrebbe essere decisa già oggi. In alcune regioni, come il Lazio e le Marche, sono intanto già partite le prenotazioni.
CHI SONO I NO VAX
Il siero di Novavax sarà somministrato solo ai maggiorenni. La sua platea in regione sono quindi gli oltre 120mila abruzzesi che finora non hanno mai risposto all’appello per la vaccinazione contro il Covid.
Tra loro ci sono anche 64mila ultracinquantenni che hanno deciso anche di incorrere in sanzioni e nella sospensione dal lavoro pur di non mettersi in regola con l’obbligo vaccinale per gli over 50 in vigore da qualche settimana.
La fetta della popolazione abruzzese con più non vaccinati è però quella dei quarantenni: ben 28mila. Vengono poi 23mila cinquantenni, 21mila trentenni e oltre 16mila ultraottantenni. Numeri più bassi per le fasce della popolazione già coperte oltre al 90%: 14mila sono i sessantenni non vaccinati, 10mila i settantenni e 8mila i ventenni. Ci sono poi i ragazzi di 18 e di 19 anni, per cui è impossibile avere un dato esatto: sono infatti compresi nella fascia 12-19 anni, di cui i non vaccinati in questo momento sono 12mila.
IL NUOVO VACCINO
Il vaccino messo a punto da Novavax, che ha nome commerciale “Nuvaxovid”, potrebbe rompere il muro della loro differenza. Il siero infatti si basa sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata per altri vaccini, come quello per l’epatite B e il papilloma virus. Si tratta quindi di una tecnologia comunque innovativa, ma più “classica” rispetto ai vaccini a mRna (quelli di Pfizer e Moderna) e a vettore virale (quelli di AstraZeneca e Johnson & Johnson) che hanno creato dubbi tra i no vax sulla loro sperimentazione.
Il vaccino di Novavax contiene l’antigene derivato dalla proteina Spike del ceppo originario del virus, che non può replicarsi né provocare Covid-19. Dopo l’inoculazione, però. il sistema immunitario identifica la proteina e inizia a produrre difese naturali. Se una persona immunizzata venisse esposta al virus, l'organismo dovrebbe riconoscere la proteina Spike e contrastare l'infezione.
Secondo i risultati dei due principali studi clinici condotti sul vaccino, che hanno coinvolto in totale oltre 45mila persone, Nuvaxovid fornirebbe una protezione contro il coronavirus con un’efficacia di circa il 90%.
COME SARà UTILIZZATO
Nei giorni scorsi il ministero della Salute ha inviato una circolazione alle regioni, firmata dal direttore generale della Prevenzione sanitaria, Giovanni Rezza, che indica le modalità di utilizzo. Il vaccino sarà quindi somministrato soltanto ai maggiorenni e solo per il primo ciclo vaccinale. L’indicazione di utilizzo di questo vaccino era stata già approvata il 22 dicembre dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa, che aveva accolto il parere dell’Agenzia europea dei medicinali Ema. Per Nuvaxovid è previsto un ciclo di 2 dosi (da 0,5 ml l’una, contenenti 5 microgrammi della proteina Spike) a distanza di 21 giorni l’una dall’altra.
GLI ALTRI VACCINI
Il vaccino di Novavax è stato incluso dalla circolare ministeriale tra quelli «attualmente solo per il ciclo primario». Quindi per i minorenni si continueranno a usare quelli di Pfizer e Moderna, così come per i richiami, mentre per i bimbi tra i 5 e gli 11 anni il Pfizer pediatrico.
Tra i sieri in fase di sviluppo, invece, uno dei più interessanti sembra essere quello a cui sta lavorando direttamente l’Istituto superiore di sanità e che si trova in fase di studio preclinico. Il nuovo siero potrebbe essere efficace allo stesso modo su tutte le variante del virus: invece di puntare sulla proteina Spike, punta invece su quella N, che finora è rimasta praticamente fuori da ogni mutazione sostanziale del virus. L’efficacia del nuovo vaccino potrebbe avere anche una durata maggiore nel tempo.

