Schiave del sesso Alla fiaccolata le lacrime di Glory

Testimonianza da brividi al corteo della comunità Don Benzi «Sono stata venduta da mio padre, l’ho maledetto»
PESCARA. Aveva 18 anni quando è stata venduta agli sfruttatori dal padre, che l’ha «ingannata». Arrivando dalla Nigeria a Montesilvano, Glory è finita in strada, a Pescara, «accompagnata da altre ragazze». Lì ha capito che il suo «non era un lavoro vero, volevano sfruttarmi a scopo sessuale. Ero disperata, volevo morire, e ho maledetto mio padre». È una parte della testimonianza di un’ex prostituta che si è salvata grazie alla Comunità Papa Giovanni XXXIII di don Oreste Benzi che si batte per liberare le prostitute. Ieri sera Glory ha partecipato alla fiaccolata organizzata in centro dalla Comunità per la Giornata contro la tratta di essere umani. C’erano un centinaio di persone, tra cui l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, gli assessori regionale e comunale Marinella Sclocco e Antonella Allegrino e Berardino Fiorilli (Misericordia). Oggi il focus su questo tema proseguirà con un convegno in Comune, alle 16, per spiegare le ragioni della battaglia contro la prostituzione che ha portato a liberare 7000 ragazze, in Italia. Tra loro c’è Glory. Sapeva di non potersi tirare indietro perché doveva pagare «50mila euro per andare via». Dopo un abuso, è rimasta incinta e si è opposta agli sfruttatori che volevano farla abortire. Quando la bimba aveva tre mesi «mi hanno rimandato in strada. Una mattina sono rientrata, ho visto che piangeva. Allora ho ho deciso di fuggire. Conoscevo Angelo, un volontario della Comunità che incontravo in strada e mi proponeva di cambiare vita, dicendomi di non aver paura». Glory si è affidata a lui e una mattina è fuggita «in pigiama con la bimba», ha raggiunto con Angelo la comunità, «dove mia figlia ha trovato la serenità». Oggi ha venti anni, fa volontariato nella Comunità, che è la sua «famiglia», fa assistenza a un disabile e ringrazia chi l’ha «liberata».

