Scomparso, la figlia: «Papà è sotto choc non ricorda nulla»

27 Dicembre 2018

Dopo tre giorni da incubo, Alessia Natali si appella al sindaco: serve assistenza. Oggi l’incontro con Alessandrini in Comune

PESCARA. «Papà non sta bene, ha bisogno di cure e assistenza speciali. Chiederò aiuto al sindaco Marco Alessandrini, che incontrerò domani (oggi ndr). Mio padre non ricorda nulla delle tre notti al freddo, da solo, immobilizzato dai rovi. Ha subito un forte trauma e un tracollo della sua patologia scoperta questa estate».
Alessia Natali è «felice» perché suo padre Enrico, 66 anni, scomparso venerdì scorso e ritrovato sotto shock ma vivo, domenica pomeriggio disperso nelle campagne di San Giovanni Teatino, è tornato a casa. Con mamma Vienna e la sorella Francesca, hanno trascorso un sereno Natale in famiglia, nella casa di Villa Raspa, dopo l’incubo della sparizione del pensionato dalla casa di strada Cetrullo a Pescara dove abitava da solo da un paio d’anni. Sono stati «tre notti e quattro giorni intensi e interminabili» ha scritto lei stessa sui social dopo il sollievo del ritrovamento del genitore, grazie al centinaio di soccorritori che hanno partecipato alle ricerche coordinate dalla prefettura. L’uomo, avvistato dal reparto volo della polizia in sorvolo con l’elicottero sulla zona di via Latina, è stato recuperato disidratato dopo giorni e notti senza nè bere nè mangiare, dai motocrossisti del Sahara Project di Pescara. Ma è preoccupata, Alessia, professionista in campo estetico, per le condizioni di salute del papà: «È affetto dal morbo di Alzheimer, lo abbiamo scoperto questa estate» rivela la giovane estetista, che in questi giorni ha perso il sonno ma non la speranza di ritrovare vivo il suo papà che, racconta, «ha subito un forte trauma» dopo la disavventura all’addiaccio tra le sterpaglie delle campagne di San Giovanni. «È destabilizzato e ha subito una accelerazione della sua patologia. Non ha alcun ricordo dei tre giorni rimasto intrappolato, supino, al freddo, solo, spaventato, sotto choc. Il suo ultimo ricordo risale al momento in cui è uscito di casa (la notte tra giovedì 20 e venerdì 21, immortalato dalle telecamere del sottopasso di via Tirino e da un compro oro di via Cavour ndr), non ha memoria delle ore rimasto bloccato, senza potersi muovere per giorni. Questa situazione ha accelerato il decorso della patologia, per questo ora ha bisogno di cure e assistenza particolari». Per il momento Enrico Natali rimane in casa con la figlia che oggi, con ogni probabilità nel pomeriggio, incontrerà il sindaco Alessandrini. Alessia chiederà al primo cittadino, che domenica scorsa ha manifestato solidarietà alla famiglia insieme all’assessore Gianni Teodoro, «un consiglio per capire come posso aiutare mio padre che ha bisogno di assistenza costante, non può essere lasciato solo». Alessia Natali rinnova il grazie agli uomini del soccorso.
Tra essi, «il vice sindaco di San Giovanni Giorgio Di Clemente che dal primo istante ha vissuto la nostra angoscia, e i ragazzi che lo hanno trovato e che ogni giorno mi chiamano per sapere come sta papà». Dal suo profilo Facebook, la giovane ringrazia anche le squadre partite da Marche, Molise e Lazio, le amiche e le persone che hanno contribuito alle segnalazioni.