«Sconto al killer di Jennifer? Mai creduto alle sue scuse»

Il fratello della ragazza uccisa dall’ex commenta il ricorso in Appello di Troilo «Ce l’aspettavamo, ma vinceremo la nostra battaglia: cambiare la legge»
PESCARA. «Ce l’aspettavamo che chiedesse uno sconto di pena, altro che la lettera di scuse che qualcuno gli ha scritto e che lui ha letto davanti al giudice poco prima della sentenza, a gennaio». Jonathan Sterlecchini, il fratello di Jennifer, non lo chiama mai per nome, ma è all’assassino della sorella che si riferisce.
All’ex fidanzato di sua sorella, Davide Troilo che, tramite il suo avvocato, nei giorni scorsi ha presentato il ricorso in Appello nella speranza di veder sgonfiare la condanna di primo grado a 30 anni. Una richiesta che amareggia il fratello e la madre della 26enne uccisa il 2 dicembre del 2016, ma che non li distoglie dalla loro battaglia. Quella avviata con la petizione per abolire il rito abbreviato per i crimini efferati.
Jonathan, che effetto fa rileggere la lettera di scuse di Troilo “la vera pena sarà il rimorso che porterò dentro” e poi venire a sapere del ricorso in Appello?
A quella lettera non ci abbiamo mai creduto, perché siamo convinti che gliel’abbia scritta qualcuno, ma comunque l’ha letta in un luogo non idoneo e ormai fuori tempo. Se n’è ricordato in aula, prima della sentenza... Mia madre e io ci siamo girati di spalle quel giorno di gennaio. E poi, se è vero che si è pentito, l’unica cosa che dovrebbe chiedere per sè è l’ergastolo. Invece, presenta ricorso. Ce l’aspettavamo.
La difesa contesta l’aggravante dei futili motivi.
Sono cose insensate e inaudite. Ma la cosa che mi fa più sorridere è che chi lo difende, per l’omicidio Bevilacqua ha chiesto giustizia per la famiglia della vittima, mentre per mia sorella vuole negare quella giustizia.
Sono i ruoli della giustizia. Come vi ponete voi per il futuro?
Continuiamo a credere nella giustizia come ci abbiamo creduto in passato, anche quando tutti ci dicevano che la condanna a 30 anni sarebbe stata impossibile e poi invece gliel’hanno data. Ma il discorso nostro è di cambiare le cose a monte: è inutile parlare del suo ricorso in Appello, quando non dovrebbe essergli stato concesso il rito abbreviato, e relativo sconto di pena, a lui e a chi, come lui, commette crimini efferati. Questa è la battaglia che oggi portiamo avanti con Molteni, Salvini che abbiamo incontrato proprio qualche giorno fa a Silvi, con Elisabetta Aldrovandi, con Carola Profeta. Rispettiamo la legge, continuiamo a crederci, ma chiediamo che in questo caso venga cambiata con la petizione che stiamo portando avanti.
Che cosa deve fare chi vuole partecipare alla petizione?
Può scrivere al mio indirizzo e-mail jonathan.sterlecchini@yahoo.it. Io gli giro la petizione, la stampano, la firmano e poi però devono recapitarla al mio indirizzo di casa, perché serve la firma in originale.
Quante firme avete raccolto finora?
Abbiamo ampiamente superato le 30mila firme, da tempo non rifacciamo i conteggi, ma ci aspettano diversi appuntamenti in cui saranno incrementate ulteriormente.
Come vede il futuro?
Alla fine vinceremo. Questa battaglia la vinceremo. Ne siamo convinti.
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