Scontro politico sui locali «Cremonese si dimetta»

Il ritiro delle regole per tavoli e sedie all’aperto riapre la frattura in maggioranza Rapposelli (Forza Italia) accusa l’assessore di Fratelli d’Italia: persi tempo e soldi
PESCARA. «Dopo aver ritirato la delibera del regolamento per le occupazioni del suolo pubblico, l’assessore Cremonese dovrebbe seriamente pensare di autoritirarsi anche le deleghe al Commercio e alle Attività produttive impegnate al Comune di Pescara. Su quella proposta regolamentare, la cui competenza peraltro fa capo al consiglio comunale, quindi alle commissioni, si sono consumati metri quadrati di carta, fiumi di inchiostro e oceani di discussioni e parole, ovvero settimane di lavoro, impegnando anche gli uffici comunali». È la replica al vetriolo del consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Rapposelli (che è anche presidente della commissione Commercio e Attività produttive).
Dopo l’annuncio dell’assessore di Fratelli d’Italia Alfredo Cremonese di ritirare la delibera, contenente le nuove norme sulla disposizione di tavoli, sedie e spazi esterni dei locali della città, Rapposelli accusa Cremonese di «aver fatto perdere tempo a tutti, ai commercianti, ai colleghi di maggioranza e agli stessi uffici comunali che hanno inutilmente lavorato per la redazione di un regolamento sbagliato». Il regolamento approntato dagli uffici aveva iniziato il suo cammino in commissione, prima dell’approdo in consiglio comunale il 29 gennaio. Ma, dopo una riunione al vetriolo con i referenti provinciali di Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna e Ascom, è stato stralciato in attesa di «una riforma più ampia che riveda in tutto o in parte le regole», aveva spiegato Cremonese.
Le nuove dichiarazioni di Rapposelli riaprono lo scontro tra le due anime della maggioranza del sindaco Carlo Masci. «Gli abbiamo chiesto più volte di fermare quella delibera che era sbagliata», incalza il consigliere, «ma l’assessore Cremonese ha preferito andare per la sua strada aprendo peraltro una frattura con la città, andando allo scontro. Fatto salvo che oggi, a un mese dalle elezioni regionali, ha deciso di fare dietrofront e buttare quella delibera nella pattumiera, e pretendendo pure di recitare il ruolo dell’eroe, un po’ eccessivo a nostro modesto giudizio. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e l’assessore Cremonese è la fotografia perfetta di tale proverbio. Ha messo in piedi un regolamento di occupazione del suolo pubblico forte delle sue motivazioni personali: sordo alle obiezioni sollevate dai suoi alleati di maggioranza, sordo alle perplessità espresse persino dagli uffici comunali, sordo alle proteste delle associazioni di categoria». (y.g.)

