Scontro sui limiti per la movida Masci: «Non spegnerò la musica»

Il sindaco spiega perché l’amministrazione comunale intende approvare il nuovo piano acustico «È un atto obbligatorio per legge». E oggi la riunione di maggioranza per ricompattare la coalizione
PESCARA. «Il Piano di risanamento acustico è un atto obbligatorio per legge e va approvato, ma noi non intendiamo bloccare la movida». Sono le parole pronunciate da Carlo Masci alla vigilia della riunione di maggioranza, convocata per stamattina, con l’obiettivo di ricompattare il centrodestra spaccato sul Piano che fissa dei limiti ai locali nella zona di piazza Muzii.
«In molti mi chiedono informazioni sul Piano di risanamento acustico (dell’assessore Isabella Del Trecco, ndr), perché il tema della movida è molto sentito a Pescara», ha detto il sindaco, «questo provvedimento è un obbligo di legge perché quando l’Arta verifica che in una determinata zona vengono superati i limiti del rumore tanto da toccare il discorso sanitario, il Comune deve necessariamente intervenire in modo tale che ci siano dei percorsi che riportano il rumore all’interno della soglia di tolleranza». «Questo stiamo facendo», ha affermato, «abbiamo dato mandato a un tecnico professionista che ha elaborato il Piano di risanamento acustico. Piano che prevede determinati passaggi che il Comune dovrà effettuare per portare il tutto dentro un discorso di calmierazione del rumore e deve essere questo provvedimento approvato in consiglio comunale. Già c’è stato il passaggio di adozione l’anno scorso, adesso ci sarà l’approvazione. Il Piano non si attua tutto insieme ma per step e nel momento in cui uno di questi avrà comportato la riduzione del rumore, il documento si sospenderà».
«Noi dobbiamo necessariamente farlo», ha fatto presente Masci, «perché è vero che a noi piace che le persone si divertano nella nostra città, ma è anche vero che la città è formata da tante persone e molte di queste di giorno vanno a lavorare e la notte vogliono riposare ed è giusto che possano farlo soprattutto in determinate zone dove il rumore impedisce il riposo notturno. Ma nessuno vuole bloccare la movida, nessuno vuole impedire alle persone di divertirsi, nessuno vuole spegnere la città. Però il Comune deve necessariamente trovare un punto di equilibrio, la politica serve proprio a questo a conciliare gli opposti punti di vista, perché c’è chi si vuole divertire, c’è chi vuole dormire, ci sono i giovani, le persone anziane e tutti quanti devono vivere tranquillamente». «Pescara ha una particolarità», ha osservato il sindaco, «è una città in cui si svolgono tante attività che devono essere regolate al punto tale che queste non diano fastidio alle altre».
Masci ha poi affrontato la questione delle ordinanze emanate di recente per ridurre i rumori provenienti dai locali del centro storico. «Questo è un altro tema molto sentito», ha fatto presente il sindaco, «perché il centro storico, insieme a piazza Muzii, è il luogo dove la movida è più sviluppata, dove i giovani si recano e ci sono tanti locali, che è giusto che debbano lavorare, ma lo devono fare all’interno di regole stabilite dalle norme, perché nessuno vuole impedire a qualcuno di svolgere un’attività. Anzi, noi siamo molto contenti che queste si svolgano, ma tutte devono svolgersi all’interno di regole chiare per non creare problemi ad altri».
«Anche a Pescara vecchia l’Arta ha fatto i rilievi, perché i cittadini esasperati dal rumore hanno chiesto di verificare quali fossero i decibel della zona e l’Arta ha verificato che il rumore superava la soglia di tollerabilità e si entrava nel campo della sanità. Io necessariamente ho dovuto emanare un’ordinanza per far rispettare le regole ai gestori dei locali: mantenere la musica all’interno di determinati limiti, tenere le porte chiuse, evitare il sovraffollamento dei locali senza impedimento orario per coloro che avevano l’autorizzazione per fare musica, mentre per gli altri la limitazione dell’orario era a mezzanotte. Con l’ordinanza, nelle due settimane è successo che i limiti sono stati rispettati. Quindi, il tema è rispettare le regole e stare dentro le autorizzazioni concesse. Io mi auguro che continui così, ma se le indagini indicheranno un superamento dei limiti io sarò costretto nuovamente a fare provvedimenti».
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