Scontro sui pini tagliati, gli ambientalisti scrivono al ministro della Cultura

6 Marzo 2023

Si infiamma la protesta per gli alberi abbattuti al Circolo canottieri Italia nostra: «Per fare i lavori distruggono il verde sul lungofiume»

PESCARA. Si infiamma la protesta degli ambientalisti contro la decisione di abbattere alcuni pini sul lungofiume per procedere al restauro dello storico Circolo canottieri. Dopo le contestazioni delle associazioni, venerdì scorso, per l’abbattimento dei primi alberi, ieri la sezione Lucia Gorgoni di Italia nostra, di cui è presidente Massimo Palladini e l’Archeoclub Pescara hanno scritto una lettera al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano; al direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio; al segretario generale del ministero; e al soprintendente Apab per le province di Chieti e Pescara, per denunciare il fatto.
«La mattina del 3 marzo», si legge, «abbiamo avuto notizia che si stavano tagliando indiscriminatamente i pini che da decenni circondano l’edificio del Circolo canottieri a Pescara. Ritenendo sbagliata e dannosa la decisione presa, abbiamo inoltrato una comunicazione che chiedeva la sospensione dei lavori ed un approfondimento delle soluzioni alternative possibili. L’abbiamo indirizzata alla Soprintendenza Abap Chieti-Pescara, al sindaco ed ai carabinieri forestali». «Successivamente», proseguono le associazioni, «alcuni cittadini sul posto hanno fatto notare che in marzo non si tagliano alberi, in virtù di una direttiva europea. Sulla base di questa notazione sono stati sospesi provvisoriamente i lavori. Il punto, tuttavia, resta quello da noi posto: si può discutere una soluzione, di cui si sta avviando la realizzazione alla fine della quale ci saranno molti alberi di pino in meno?».
E ancora: «L’architetto Cristina Collettini, dirigente con incarico aggiuntivo della Soprintendenza Abap per le Province di Chieti e Pescara, parla, come spesso oggi accade, di pericolo pubblico sulla base di vecchie perizie liquidando così, semplicemente, il valore di quel patrimonio arboreo. Vogliamo ricordare all’architetto che le sostituzioni arboree non sono a bilancio pari: oltre alla morìa degli esemplari ripiantati, dobbiamo contare i decenni di benefici persi dalla comunità fin quando i superstiti diverranno adulti. Chiediamo, dunque, un confronto costante sulle scelte che incidono sulla città, forti delle nostre idee che non sono verità assolute ma vogliono essere prese in considerazione. Per questa e per le occasioni a venire».