Scontro sul taglio di 220 alberi Gli ambientalisti: salvate il verde

Le associazioni criticano il Comune che prevede la sostituzione delle piante per rifare i marciapiedi E il gruppo “Uniti a sinistra” propone un incontro con l’ente per trovare una soluzione condivisa
FRANCAVILLA. Il taglio di circa 220 piante, tra alberi e cespugli, continua ad animare il dibattito tra gli ambientalisti di Francavilla, che in vista dei lavori per il rifacimento dei marciapiedi in città fanno sentire la loro voce. Nei giorni scorsi, il gruppo Uniti a sinistra, coordinato da Moreno Bernini e con la presenza di Antonio Paolucci e Lorenzo Di Sante, aveva chiesto e ottenuto prima un confronto con l'amministrazione comunale di Francavilla quindi con i tecnici incaricati di organizzare le operazioni. Adesso, dopo che la stessa amministrazione ha fissato il via ai lavori per la prossima settimana, sono gli stessi ambientalisti a far sentire nuovamente la loro voce e lanciare il grido d'allarme.
«Il taglio di alberature con trenta o quarant'anni di vita significa un impoverimento della capacità di mitigazione delle isole di calore, dell'assorbimento di Co2 ed altri inquinanti in zone urbane e densamente antropizzate», scrivono in una nota i diretti interessati. Che poi, sulla ripiantumazione di altrettanti alberi, utili a sostituire quelli che dovranno essere rimossi per provvedere al rifacimento dei marciapiedi aggiungono: «L'annunciata ripiantumazione di giovani essenze, non permetterà di alleviare questa perdita se non tra trenta o quarant'anni». Del resto, il sindaco di Francavilla Luisa Russo nei mesi scorsi, mentre annunciava i lavori per la riqualificazione di gran parte dei marciapiedi cittadini, aveva fatto presente la necessità di provvedere alla rimozione di oltre 200 piante, molte delle quali poste al centro degli attuali marciapiedi e che intralciano il passaggio di pedoni e di carrozzine.
Intanto, il gruppo coordinato da Bernini fa sapere di essere disponibile a una collaborazione civica che «permetterebbe di proseguire sulla strada del confronto tra posizioni diverse tesa ad ottenere quello che tutti auspichiamo e cioè la sostenibilità delle scelte amministrative che incidano positivamente sulla qualità della vita nel nostra bene comune, la città». Tra le altre cose, sono sempre gli ambientalisti che, dopo l'incontro ottenuto con i tecnici hanno fatto sapere di ritenere «opportuna la nostra presenza prima dell'avvio del cantiere in loco, al fine di verificare le soluzioni per salvaguardare incolumità dei cittadini e salvaguardia del verde urbano». Insomma, al di là della riqualificazione dei marciapiedi cittadini, il cui lavoro verrà articolato in due step da 800mila euro ciascuno, quello che gli ambientalisti continuano a chiedere è una tutela del verde per non andare a intaccare gli equilibri attualmente presenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

