Scontro sull’impianto dei rifiuti Perazzetti: sarà pronto fra 3 anni

Il sindaco attacca Pd e Sinistra italiana: «Ora urlano ma il progetto del biodigestore è partito con loro» Va avanti l’iter per la struttura a Piano di Sacco: «Non è dannosa, i residenti sono stati ascoltati»
CITTÀ SANT’ANGELO. Dopo l’attacco di Pd e Sinistra italiana che hanno accusato il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti di mancata trasparenza sull’impianto rifiuti per il biogas, il primo cittadino replica e passa al contrattacco. Lo fa prendendo spunto dalla delibera approvata nell’aprile del 2017 dall’allora amministrazione, con cui si opponeva alla realizzazione di qualsiasi tipo d’impianto sul territorio comunale. Una delibera utilizzata dall’attuale opposizione per replicare al documento mostrato proprio da Perazzetti, in cui compare la firma dell’ex sindaco Gabriele Florindi insieme a quella degli allora vertici di Linda e Attiva, società poi confluite in Ambiente, con cui già allora veniva prospettata la realizzazione dell’impianto anaerobico a Città Sant’Angelo, anche in vista di una fusione tra le tre società poi avvenuta. «La delibera menzionata dall’opposizione precede di circa un anno il documento che ho mostrato nel corso dell’ultima diretta», precisa immediatamente Perazzetti. «Questo è un elemento che rende ancora più grave la loro posizione, in quanto vuol dire che gli indirizzi presi in giunta sono stati poi disattesi. O, al contrario, significa che la precedente amministrazione non dialogava: se ad aprile 2017 la giunta vota contro la realizzazione di un qualsiasi impianto e a febbraio 2018 gli stessi amministratori giudicano il territorio idoneo per la costruzione di un impianto anaerobico significa che qualcosa non torna». Poi ancora: «Nonostante ci accusano di non aver coinvolto i cittadini, noi abbiamo organizzato ben due dibattitti pubblici sul biodigestore, aperti a tutti, a cui hanno partecipato tecnici, esperti e ingegneri ambientali. C’è anche chi è stato invitato e non è intervenuto: evidentemente ha ritenuto opportuno fare così, ma adesso non ha senso che venga ad urlare». Insomma, Perazzetti e la sua amministrazione sono sempre più convinti di andare avanti lungo la strada tracciata fin qui: «Arriveremo alla realizzazione del bidigestore, anche se oggi dare date certe non è facile e soprattutto non spetta a me. È un progetto a medio-lungo termine, non credo sarà pronto prima di tre o quattro anni». Del resto, queste sono state le tempistiche di cui ha parlato Ambiente nei mesi scorsi, con l’ipotesi di poter essere pronti tra il 2025 e il 2026. Un progetto da 30 milioni di euro tra pubblico e privato (due società del gruppo Snam), per il quale è stato richiesto un finanziamento alla Bei (Banca europea degli investimenti) e che porterà alla costruzione del biodigestore a Piano di Sacco capace di trattare fino a 60mila tonnellate di rifiuto organici ogni anno con produzione di biogas. Nel frattempo, dopo i primi due documenti mostrati nei giorni scorsi, Perazzetti dice: «Siamo venuti in possesso di un terzo documento che dimostra come il progetto del biodigestore sia partito ben prima del nostro insediamento».

