Scontro sulla tariffa rifiuti, slitta il consiglio

29 Settembre 2014

Manoppello, l’opposizione protesta sui rialzi e fa bloccare la riunione: domani si torna in aula

MANOPPELLO. Doveva essere un consiglio comunale definitivo per l’approvazione del regolamento della nuova tassa sui rifiuti urbani (Tari). Almeno così pensava il gruppo di maggioranza. Invece, dopo tre ore di discussione e 14 emendamenti, i consiglieri appartenenti a tre gruppi di minoranza, Barbara Toppi, Giorgio De Luca, Fabio Argirò e Lucio Di Bartolomeo, hanno contestato alla maggioranza del sindaco Gennaro Matarazzo il fatto che le aliquote proposte dalla giunta sarebbero state un salasso per le famiglie numerose e per le attività commerciali. È stata disposta così la sospensione del consiglio e la riconvocazione per domani mattina con l’impegno della revisione delle tariffe da parte degli uffici municipali e della maggioranza. «Alcune attività come fiorai, pescherie e ortofrutta», spiegano i consiglieri di opposizione, «avranno, infatti, un aumento del 626 per cento rispetto alla tariffa finora applicata, mentre i bar, le caffetterie e le pasticcerie registreranno un aumento del 111,50 per cento. Per non parlare dei ristoranti, trattorie, pub e pizzerie, che si vedranno aumentare la bolletta del 135,50 per cento. Tutto per dei locali che sono sempre più vuoti a causa della crisi economica. La nuova tariffa gioverà, invece, maggiormente alle attività industriali con capannoni di produzione: una grande azienda meccanica avrebbe avuto una riduzione del 72 per cento sulla tassa. Mentre nel 2013 ha pagato 5.100 euro, nel 2014, con le nuove tariffe avrebbe pagato 1.500 euro in meno, con una riduzione di ben 3.600 euro. E per le utenze domestiche non sarebbe andata meglio: a fronte di una riduzione media di circa 30 euro per le case sfitte di proprietà di persone residenti all’estero o in altri comuni, una famiglia manoppellese di 4 persone, che abita in un appartamento di cento metri quadrati avrebbe pagato 110 euro in più con un incremento rispetto al numero dei componenti». I consiglieri di opposizione si scagliano contro «un mancato controllo politico da parte di un’amministrazione assente e insensibile alle esigenze dei cittadini».

Walter Teti

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