Scoperta la truffa con la card del reddito di cittadinanza: nei guai tabaccaio e altri 16

14 Agosto 2023

Nel mirino, un’attività di Montesilvano a cui si rivolgevano da tutta la regione In cambio di una “commissione” il negoziante dava denaro al posto della merce 

PESCARA. Era diventato un bancomat abusivo per i furbetti del reddito di cittadinanza.
Un tabaccaio di 53 anni residente a Città Sant’Angelo, con l’attività a Montesilvano, consentiva di monetizzare gli importi caricati sulla tessera rilasciata ai percettori del sussidio statale, simulando l’acquisto di beni di prima necessità. In cambio, intascava una provvigione fino al 10 per cento.
GLI INDAGATI
Sono 17 gli indagati nell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza di Pescara e arrivata al capolinea proprio nei giorni delle proteste per la revoca della misura economica a sostegno dei più indigenti. Oltre al titolare della tabaccheria G.P., sono finiti nei guai due suoi collaboratori di 50 e 45 anni, R.P. e J.P., e 14 percettori del reddito di cittadinanza tra i 22 e i 52 anni originari delle province di Pescara, Teramo e Chieti, vale a dire Cepagatti, Silvi, Treglio, Atri, Pescara, Montesilvano, Casalincontrada, e due stranieri originari del Senegal e della Romania: si tratta di E.G. (50), A.C. (43), F.C. (33), M.C. (59), A.L. (22), L.D.R. (52), S.M. (58), I.G. (39), M.G. (48), C.F. (52), D.R. (35), E.M. (39), A.N. (50) e M.R. (45).
L’ACCUSA
Sono tutti accusati di malversazione di erogazioni pubbliche e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di processo.
oltre 50mila euro
In totale, tra settembre 2020 e dicembre 2021, nell’attività commerciale sono stati «prelevati» illecitamente 51.912 euro.
I percettori del reddito di cittadinanza ricorrevano a questa forma illecita di «cash dispenser» per aggirare le limitazioni imposte dalla legge per l’utilizzo delle card, consentito solo per i pagamenti di prodotti come generi alimentari, articoli sanitari e forniture energetiche o per prelevare contante direttamente dagli sportelli Atm autorizzati, ma nella misura massima mensile di 100 euro. Lo stratagemma è stato scoperto dai militari delle fiamme gialle, insospettiti per il gran numero di clienti del business illegale che si affollavano davanti al bancone del negoziante.
IL MECCANISMO
Il meccanismo era semplice. Il tabaccaio fingeva di vendere della merce consentita ai percettori del reddito di cittadinanza, che pagavano con la card attraverso il pos. Nel momento in cui il pagamento risultava andato a buon fine, erano due le strade: il commerciante consegnava al cliente la somma equivalente in contanti, oppure mediante ricariche postepay (che, in alcune circostanze, avvenivano anche pochi secondi dopo la transazione sulla card del reddito di cittadinanza). In entrambi i casi, il tabaccaio tratteneva una parte per sé, una percentuale a titolo di «commissione».
LE DIFESE
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Corradino Marinelli, Luigia Castellano, Alessandro Mascitelli, Gaetano Di Tommaso, Natascia Di Vincenzo, Andrea D’Alò e Maria Croce: hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogati. Poi la procura deciderà se sollecitare l’archiviazione o il rinvio a giudizio.
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