Scoperti 5 nuovi positivi: ricoverata una 71enne
Crescono i contagi nel territorio comunale rispetto ai dati forniti nel week-end Il Comune: «Solo un malato in ospedale, gli altri si trovano in isolamento a casa»
FRANCAVILLA. Salgono a 21 i casi di positività al coronavirus sul territorio di Francavilla, con un aumento di 5 unità rispetto a quanto registrato durante lo scorso fine settimana. La notizia arriva direttamente dagli uffici comunali, da dove fanno sapere che una signora di 71 anni è ricoverata in ospedale. Si tratta dell'unico caso allo stato attuale di ospedalizzazione, mentre in tutti gli altri i contagiati si trovano in isolamento domiciliare nelle rispettive abitazioni.
«Non è ancora il momento di far scattare l'allarme, ma i numeri ci dicono che siamo in salita», spiega il sindaco Antonio Luciani, «non possiamo far altro che rispettare le regole, evitare assembramenti, utilizzare la mascherina, igienizzare le mani comportarci come il momento richiede». Accanto ai 21 francavillesi positivi, va ricordato che in un hotel cittadino si trovano ancora i 17 poliziotti, provenienti da fuori regione e in servizio al Giro d'Italia, risultati contagiati a seguito dei test effettuati all'inizio della scorsa settimana, dopo la permanenza in Abruzzo per la doppia tappa intervallata dal giorno di riposo della corsa rosa. Sono ancora in isolamento, sorvegliati dal personale della Asl.
Sul fronte decreto invece, da parte di Luciani, arrivano dichiarazioni che vanno controcorrente sulla responsabilità data dallo Stato ai sindaci, per lo meno rispetto a quelle del presidente dell'Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, il quale ha definito inaccettabile scaricare sui singoli comuni il potere di chiudere vie e piazze. «Sono d'accordo con la linea scelta dal governo, è giusto che ogni Comune possa decidere in base alle proprie peculiarità», spiega il primo cittadino, «un bar nel centro di Francavilla non ha lo stesso impatto di quello che si trova in piazza del Duomo, a Milano. La rete metropolitana di Roma non può essere paragonata al 21 della Tua che collega la nostra città con Pescara». «Il liceo scientifico Masci che ospita 500 studenti non è la stessa cosa di una città dove ci sono 20 licei e 5.000 alunni», precisa Luciani, «i sindaci sono le persone che meglio conoscono le caratteristiche e le esigenze dei singoli territori ed è giusto che siano loro a valutare caso per caso».
Così, scendendo nello specifico sul suo territorio, il sindaco spiega: «Non credo che la nostra città necessiti di misure più restrittive rispetto a quelle emanate dal governo. Si parla tanto di movida, ma da noi è un problema minimo. Se si fa eccezione per un paio di locali tra la Sirena e piazza Sant'Alfonso, in grado di richiamare un po' di giovani nel fine settimana, non vedo altre problematiche. Che poi, tra le altre cose, specie nei mesi invernali anche quei posti sono abbastanza vuoti».
Poi, ancora: «Perché dovrei chiudere vie e piazza? Il decreto prevede che dalle 18 i locali che non hanno posti a sedere devono abbassare le saracinesche. I ristoranti non possono andare oltre la mezzanotte. Chiudere una zona per qualche ora non ha senso». E conclude: «Benché abbia sempre sostenuto la necessità di un coordinamento centrale nel contrasto alla pandemia, ritengo quello del governo un primo cosciente segnale nel riparto dei poteri. Anzi, penso che l'autonomia di governatori e sindaci vada ampliata».
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