Scoperti in un magazzino 36 kg di droga

La finanza trova hascisc e marijuana dopo un controllo in un canapa store: arrestato francavillese, denunciato pescarese
PESCARA. Doveva vendere i derivati della canapa, ma sugli scaffali c'erano anche confezioni contenenti sostanza con valori di principio attivo superiori ai limiti consentiti, quindi di fatto sostanza illegale. A scoprirlo in un “canapa store”, che si trova nel pieno centro cittadino di Pescara, è stata la Guardia di Finanza nell'ambito di un ciclo operativo di prevenzione partito due settimane fa dedicato alla sicurezza e alla tutela dei giovanissimi. Una scoperta, che ha portato poi al maxi sequestro di circa 36,8 kg di droga (hascisc e marijuana), nascosta in un magazzino in uso all'esercizio commerciale.
Uno dei due soci del “canape store”, un uomo di Francavilla al Mare, del quale non è stata resa nota l’identità, è finito agli arresti domiciliari. L'altro socio, un pescarese, è stato invece denunciato. In particolare, nel negozio erano vendute oltre 400 confezioni contenenti infiorescenze di canapa (cosiddetta “canapa light”) del peso complessivo di oltre un chilogrammo, e di queste, ben 230 (quindi oltre la metà delle confezioni in vendita), dai test speditivi sono risultate contenere sostanza con valori di principio attivo (Thc) superiori ai limiti consentiti, quindi di fatto stupefacente illegale. Grazie poi a uno stratagemma investigativo, i finanzieri hanno individuato nelle vicinanze del “canapa store” un magazzino in uso all'esercizio commerciale, all'interno del quale erano nascosti quasi 34 kg di hascisc e 2 kg di marijuana. L'arrestato ha persino mostrato alla finanza un panetto della sostanza illegale, pensando che con questo trucchetto i finanzieri non avrebbero perquisito il magazzino e non avrebbero quindi trovato il resto. Gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria ovviamente non si sono fatti ingannare e, al termine della perquisizione, è saltato fuori tutto l'enorme quantitativo di sostanza stupefacente che, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato 400mila euro. I prodotti a base di cannabis light, nel rispetto del tetto fissato per la dose di Thc contenuta, si possono vendere in Italia, in base alla legge 242 del 2016, ma non sono però per uso personale. Il giro d'affari di questi negozi, ormai molto diffusi in tutta Italia e meta soprattutto dei più giovani, è in forte crescita. L'introito del negozio controllato dai finanzieri era, infatti, di 700/800 euro al giorno e di circa 20mila euro al mese. «Se questi negozi di canapa operano nel rispetto della legalità», ha sottolineato il comandante provinciale della Finanza, il colonnello Vincenzo Grisorio, «non sono una minaccia alla sicurezza. C'è una legge nazionale che disciplina la vendita. Fino a quando questa avviene nell'ambito della regolamentazione, ben venga». «Il nostro compito», ha aggiunto, «è evitare che un'opportunità economica offerta agli operatori e ai cittadini dalla regolamentazione nazionale, non venga sfruttata ai fini di spaccio e di traffico di stupefacenti». I controlli, ha assicurato il tenente colonnello Luca Lauro, proseguiranno per tutto il periodo delle festività natalizie e, anzi, saranno intensificati.

