Scoperto il cimitero delle auto: 380 tonnellate di rifiuti abbandonati

MONTESILVANO. Una discarica abusiva di 2.500 metri quadrati di superficie e composta da circa 380 tonnellate di rifiuti. È questa la scoperta fatta a Montesilvano dalla Guardia di finanza nel corso...
MONTESILVANO. Una discarica abusiva di 2.500 metri quadrati di superficie e composta da circa 380 tonnellate di rifiuti. È questa la scoperta fatta a Montesilvano dalla Guardia di finanza nel corso di un’attività di perlustrazione del territorio in elicottero che ha portato alla denuncia di quattro persone.
Nell’ambito di attività finalizzate al contrasto dei reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti speciali, infatti, i finanzieri della sezione Aerea di Pescara, con l’impiego di un elicottero, circa un mese fa hanno scoperto e documentato un’area di 2.500 metri quadrati sulla quale erano stato accatastato un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi abbandonati sul suolo senza alcuna protezione. Nel corso di un successivo sopralluogo, i finanzieri del reparto Operativo Aeronavale, in collaborazione con i colleghi del Gruppo Pescara, hanno confermato la presenza della pericolosa discarica.
Dalle immagini realizzate dalle Fiamme gialle emerge come i rifiuti facciano riferimento, in particolare, a materiale ferroso e a componenti di automobili come pneumatici, parti di motore e di carrozzeria. All’interno dell’area, infatti, sono presenti decine di veicoli, tra cui alcuni furgoni e uno scuolabus, alcuni dei quali completamente sventrati. E sono proprio le parti relative ai motori dei veicoli, con annessi oli e carburanti, che rappresentano il rischio più grave di inquinamento del terreno dove i rifiuti sono stati accatastati senza alcuna forma di impermeabilizzazione.
A conclusione delle attività, le Fiamme gialle hanno denunciato alla Procura di Pescara quattro soggetti ritenuti responsabili di gestione di rifiuti non autorizzata, realizzazione di discarica abusiva e violazioni al “Testo unico ambientale”. Per questa ragione l’intera area, e i rifiuti contenuti, sono stati posti sotto sequestro preventivo. Relativamente agli aspetti ambientali e della salute dei cittadini, come riferito dai finanzieri, a seguito dell’intervento è stata informata l’Arta Abruzzo per l’esecuzione della campionatura dei materiali rinvenuti e per la successiva bonifica del sito sequestrato. Una bonifica che dovrà essere effettuata a carico del responsabile del sito.
Parallelamente, l’operazione ha permesso di far luce anche su aspetti di natura tributaria, relativamente alla cosiddetta “ecotassa”, il tributo speciale previsto per il deposito in discarica di rifiuti solidi. Si tratta di una tassa che si applica anche nei confronti di chi illecitamente mette a disposizione aree di terreno, adibendole a discariche non autorizzate. La base imponibile, determinata in relazione alla quantità e alla tipologia dei rifiuti stimata dai tecnici intervenuti sul sito, ha consentito di accertare il mancato versamento di migliaia di euro di tributi. (a.l.)
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