Scoppia rissa fra trans I carabinieri usano lo spray urticante

27 Ottobre 2018

Arrestato per la terza volta un colombiano di 30 anni E il Comune aderisce alla petizione contro lo sfruttamento  

PESCARA. I carabinieri per bloccarlo hanno dovuto usare lo spray urticante al peperoncino. Solo con questo strumento, assegnato di recente agli operatori delle forze dell’ordine, è stato possibile sedare una rissa fra transessuali con bastone e coltello e arrestare un colombiano di 30 anni.
Secondo quanto si è appreso, la lite è scoppiata nel cuore della notte in via Torrente Piomba, all’angolo con via Aldo Moro, intorno alle 2.15 di ieri. Quando alla centrale operativa dei carabinieri è arrivata la telefonata di una persona, con accento straniero, che ha segnalato una rapina a Montesilvano, immediatamente è stata mandata una pattuglia sul posto. Ma al posto della rapina, i militari si sono trovati di fronte a un gruppo di tre transessuali che stava litigando. Due di loro hanno indicato ai militari il colombiano che stringeva un bastone fra le mani e nascondeva un coltello nei pantaloni. Lui, alla vista dei carabinieri, prima si è avvicinato alla pattuglia, ha invocato aiuto e ha nascosto il coltello con la mano sinistra. Poi, invitato a consegnare l’arma, il transessuale ha prima negato di portare con sé il coltello e poi l’ha sfilato dai pantaloni ed è scappato a piedi nella pineta. Dopo essere stato raggiunto dai militari, il transessuale ha cercato di allontanare i carabinieri brandendo il coltello. Ma i militari hanno tirato fuori lo spray al peperoncino e sono riusciti a immobilizzarlo. Il colombiano, un noto pregiudicato che era già stato arrestato altre due volte (il 1° febbraio e l’8 settembre scorso), è stato nuovamente arrestato. In attesa del processo, fissato per il prossimo 13 novembre, è stato condannato per direttissima dal tribunale monocratico di Pescara, presieduto dal giudice Laura D’Arcangelo. A difenderlo è l’avvocato Pasquale D’Incecco. Il colombiano dovrà sottostare all’obbligo di dimora nel Comune di Montesilvano, con il vincolo di restare nella propria abitazione dalle 22 alle 7 del mattino. L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere le persone.
La rissa fra transessuali si inserisce in un contesto più ampio, segnato dall’insorgere di fenomeni criminosi legati allo sfruttamento della prostituzione, diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio comunale. Per limitarne le dimensioni e formalizzare la richiesta di leggi specifiche, ieri la giunta del sindaco Francesco Maragno ha approvato il proprio sostegno alla petizione “Questo è il corpo”, promossa dall’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, che da trent’anni opera nel mondo dell’emarginazione. Il documento intende promuovere una campagna per la liberazione delle donne vittime di tratta e di sfruttamento, chiedendo al Parlamento «di approvare una legge che preveda l’introduzione di sanzioni per chi si avvale delle prestazioni sessuali di soggetti che esercitano la prostituzione, affinché venga fermata questa inaccettabile forma di sfruttamento nei confronti delle persone vulnerabili».