Scuola e università: Fusero lancia l’idea di un campus urbano

Il direttore del dipartimento di Architettura della d’Annunzio: «Pronti a dare una mano, a cominciare dal polo Pindaro»
PESCARA. «Ho conosciuto alcuni insegnanti del liceo scientifico Leonardo da Vinci in occasione delle nostre giornate di orientamento universitario», dice Paolo Fusero direttore del dipartimento di Architettura dell’università D’Annunzio di viale Pindaro. «Già allora», rimarca, «mi fecero cenno dei loro problemi logistici, e quando ho letto sui giornali delle vicende della loro sede e della mobilitazione di studenti e genitori mi sono chiesto se il mio Dipartimento potesse fare qualcosa per aiutarli».
Comincia con una riflessione l’intervento del docente di Urbanistica interpellato dal Centro sulla vicenda degli studenti della succursale del Da Vinci. 230 ragazzi che da mesi chiedono alla politica spazi adeguati al numero degli studenti e delle loro attività.
«Non conosco a fondo la questione se non per quanto riportato sui media locali», afferma il professor Fusero, «ma è chiaro che il tema dell’edilizia scolastica, dalla messa in sicurezza alle dotazioni strutturali e attrezzature, sono argomenti di enorme importanza e di grande complessità in ragione delle ridotte capacità economiche e finanziarie degli enti locali gestori. Ma è altrettanto evidente che in un Paese come il nostro l’istruzione scolastica, l’università e la ricerca debbano essere considerati come beni prioritari da tutelare e da potenziare. In una città come Pescara che vuole affermare il suo ruolo di “smart city adriatica”, al di là dei problemi contingenti e delle soluzioni provvisorie dettate dalle necessità del momento, ci deve essere una visione strategica complessiva, capace di mettere in sinergia tutto il sistema della formazione, dalla scuola primaria fino all’università. Se si è convinti di ciò, ogni decisione di trasformazione territoriale deve essere presa avendo questo scenario come riferimento. Ed ecco allora che per Pescara e per l’intera area metropolitana, la razionalizzazione del sistema scolastico e il potenziamento del Polo universitario diventano motori di sviluppo territoriale e terreno fertile per la nascita di centri di ricerca, di start up industriali, di poli di innovazione».
Detto questo, Paolo Fusero va dritto al punto: «Tornando alla questione del liceo Da Vinci il mio Dipartimento nel pieno rispetto dei ruoli, offre la sua disponibilità al sindaco Alessandrini, al presidente della Provincia Antonio Di Marco e ai dirigenti scolastici, per dare tutto il supporto scientifico necessario. Non tanto per trovare soluzioni provvisorie a breve termine al problema immediato della Da Vinci (gli amministratori e i loro tecnici sono sicuramente più preparati ed informati di noi). Quanto per riflettere sul futuro a medio-lungo termine del sistema scolastico ed universitario di Pescara, in un’ottica di qualificazione di città della cultura, della scienza, della ricerca e dell'innovazione. Il tema dell'ampliamento del Polo Pindaro di cui si è parlato in questi giorni (ex caserma Cocco e caserma dei Vigili del fuoco) diventa il progetto non di una cittadella universitaria chiusa, ma di un “campus urbano” aperto alla città e integrato con il sistema scolastico e con la rete degli incubatori d’impresa e delle start up scientifiche e industriali abruzzesi».
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