Scuola, il personale è in agitazione

21 Novembre 2021

I sindacati minacciano lo sciopero. Scontro anche su contratti e “organico Covid”

L’AQUILA. Nella quarta ondata della pandemia, che coinvolge soprattutto gli studenti, si rompono le relazioni sindacali tra il ministero dell’Istruzione e il personale scolastico: docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari hanno infatti indetto lo stato di agitazione, arrivando anche a minacciare lo sciopero.
«L’inadeguatezza di risposte e posizioni da parte del Governo grava pesantemente sulla funzionalità della scuola e sul lavoro del personale scolastico», attaccano i sindacati Flc Cgil, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda.
Tra i fronti principali dello scontro ci sono il rinnovo del contratto collettivo nazionale, la stabilizzazione dei precari, ma anche il cosiddetto “organico Covid”. «Il rinnovo del contratto è uno dei punti centrali: quello 2016-2018 è già scaduto al 31 dicembre 2018 ed è stato formalmente disdettato, ma le risorse stanziate per il rinnovo nella legge di Bilancio 2022 sono assolutamente insufficienti per concludere la trattativa e contengono vincoli inaccettabili che ostacolerebbero qualunque conclusione positiva del negoziato contrattuale», scrivono le sigle in una nota inviata anche al ministro Patrizio Bianchi, continuando: «Organici, precari, personale Ata sono i settori sui quali è più urgente un intervento e per i quali si rivendicano incrementi e superamento dei blocchi della mobilità. Che fine ha fatto l’applicazione del Patto per la Scuola firmato a maggio scorso?». E poi: «Netto no a ogni forma di autonomia differenziata e a ogni iniziativa di devoluzione delle competenze in materia di istruzione».
Le motivazioni dello stato di agitazione saranno comunque spiegate nel dettaglio anche in Abruzzo, nella conferenza stampa indetta dai sindacali locali per martedì alle 11 davanti all’Ufficio scolastico regionale dell’Aquila. Contemporaneamente i rappresentanti sindacali incontreranno quelli ministeriali. «Se questo incontro non porterà a risultati soddisfacenti si procederà, come previsto dalle procedure, alla proclamazione dello sciopero», minacciano i sindacati nella nota.(c.s.)